Rassegna stampa Campagna 'Il carcere dopo l'indulto' - febbraio '07

 

Catanzaro: Rifondazione chiede meno carcere e chiusura Cpt, Quotidiano di Calabria, 23 febbraio

 

Abolizione dei famigerati Centri di Permanenza Temporanea e revisione sostanziale del sistema penale italiano basato, più che sul recupero di chi commette il reato, sulla punizione dello stesso per il tramite di un sistema carcerario inadeguato. Su queste basi si è svolto il convegno-dibattito organizzato dai gruppi consiliari di Rifondazione Comunista del Comune e della Provincia di Catanzaro in collaborazione con l’associazione Antigone.

Ad introdurre il tema è stato il capogruppo alla Provincia di Rifondazione Comunista Pino Comodari che, prendendo spunto dalla invivibile situazione del CPT di Lamezia Terme, definito, senza mezzi termini, una "discarica sociale" in cui - ha affermato - "si fa anche uso di un controllo farmacologico sugli extracomunitari" ha auspicato una decisa inversione di tendenza nella politica dedicata ai migranti chiedendo l’abolizione immediata della Bossi - Fini.

Il responsabile regionale dell’associazione Antigone, Pietro Caroleo, ha criticato la "logica panpenalistica" che provoca un sovraffollamento delle carceri solo mitigato dal provvedimento dell’indulto varato nel corso di questa legislatura. Caroleo, oltre alla citata Bossi - Fini, ha fatto l’esempio anche della legge sulle tossicodipendenze e di quella sulla legittima difesa. Per Caroleo, il rimedio starebbe nella adozione di misure alternative alla detenzione. La conclusione del dibattito è stata affidata alla componente della segreteria nazionale del partito, Roberta Fantozzi.

 

 

LE CARCERI OLTRE L'INDULTO. PRC: ORA SI INTERVENGA SULLA QUALITA' DEI SERVIZI, di A. Antonelli, Liberazione 21 Febbraio

Dalla quantità alla qualità. Dall’indulto a un nuovo carcere possibile. Perché l’obiettivo, dice Giovanni Russo Spena, «non è avere meno detenuti, ma avere strutture migliori». La campagna di visite negli istituti di pena promossa da Rifondazione comunista, presentata ieri work in progress alla Camera, sembra cadere "a fagiolo". Un viaggio lungo nove mesi e che toccherà 50 strutture di reclusione, cpt compresi. Un viaggio lungo una rivoluzione, perché il monitoraggio è soprattutto l’occasione per accelerare sulla via delle riforma del codice penale, dare finalmente attuazione al regolamento penitenziario e garantire ai detenuti il "minimo sindacale" sul fronte delle condizioni igienico-sanitarie e della vivibilità, con il passaggio al Sistema sanitario nazionale. «Vogliamo restituire umanità alla pena - spiega Gennaro Migliore - evitare che sia pura vendetta sociale». Ieri mattina i capigruppo del Prc alla Camera e al Senato sono entrati nel carcere romano di Regina Coeli, insieme al presidente dell’associazione Antigone Patrizio Gonnella, al responsabile carceri del Prc Arturo Salerni e all’assessore al bilancio della regione Lazio Luigi Nieri. Un carcere anomalo, sottolineano gli interlocutori, perché utilizzato anche come luogo di "transito", dove accedono molti detenuti prima di essere rilasciati o smistati verso altri istituti. Il balsamo dell’indulto è riuscito comunque a portare sotto il livello di emergenza la popolazione carceraria che oggi ammonta a 966 unità, eppure ci sono tante cose da fare per rendere le celle più ospitali. Il quarto reparto è in via di ristrutturazione: i lavori erano inziati 2 anni fa poi sono stati interrotti per mancanza di fondi. Due bracci, che raccolgono circa 150 detenuti, sono senza riscaldamento, anche se per il loro ammodernamento la Regione ha stanziato 450mila euro. In molti bagni ci sono muffe, nelle celle ci sono letti a castello a tre posti e nella sezione nuovi giunti al posto dell’ora d’aria, c’è il quarto d’ora d’aria: 15 minuti appena di passeggio. Ma bisogna agire alla radice, evitando che nel carcere vadano a finire persone che non commettono reati. E qui si arriva al cuore del problema: «A Regina Coeli la maggior parte dei detenuti è straniera ma non ha nulla a che vedere con la criminalità - spiega Nieri - con la Bossi-Fini il passaggio dall’irregolarità all’illegalità è strettissimo». E allora, concordano Antigone e Rifondazione, la prima cosa da fare, di pari passo con la Commissione Pisapia che lavora alla riforma del codice penale, è abrogare le tre leggi vergogna, i «tre rubinetti da chiudere»: la Bossi-Fini sull’immigrazione, la Giovanardi-Fini sulle droghe e la ex Cirielli sulla recidiva. Fattispecie di reato che hanno di fatto trasformato il carcere in un «contenitore di devianze». Senza questo repulisti gli effetti dell’atto di clemenza potrebbero vanificarsi. Migliore la situazione a Belluno. Vladimir Luxuria ha visitato il carcere prima e dopo l’indulto e garantisce che oggi si registra una minore tensione sociale sia tra i detenuti che tra le guardie. Grazie alla legge di luglio il numero dei detenuti nella sezione transessuali è sceso da 30 a 4 e in totale i galeotti sono 69. Ma anche qui ci sono situazioni di precarietà igienico-sanitaria: il padiglione degli uomini è in ristrutturazione perchè le docce erano fatiscenti. C’è poi una carenza di personale sanitario, di medici e psichiatri. E saranno proprio loro, i camici bianchi che operano negli istituti di pena, a manifestare questa mattina davanti alle prefetture e le carceri delle principali città italiane contro i tagli della finanziaria - 14,5 milioni di euro - dopo avere iniziato uno sciopero della fame. Non solo indulto, dunque. Uscendo dal recinto del codice penale occorre una riforma strutturale del sistema a partire dalla corretta applicazione del regolamento penitenziario del 2000 sugli standard di qualità, che doveva diventare operativo entro il 2005 ma che di fatto non è mai stato applicato. E se prima dell’indulto si obiettava che era impossibile procedere agli ammodernamenti a causa del sovraffollamento delle celle, ora davvero non ci sono più alibi. E dunque vitto, igiene, pulizia, trasparenza, diritto alla salute, acqua calda, docce, bidet per le donne e cucine, colloqui "aperti" e servizi culturali. Un libro dei sogni a cui vanno tolti i sigilli. «Nelle carceri vogliamo verificare l’applicazione concreta del regolamento - incalza Salerni - gli standard richiesti ancora non ci sono».

 

Roma: per nuovi giunti a Regina Coeli ore d’aria "razionate", Redattore Sociale, 20 febbraio

Con una visita al carcere romano di Regina Coeli è proseguito oggi il viaggio tra gli istituti penitenziari organizzato dal Prc in collaborazione con l’associazione Antigone. Si tratta di 50 visite che saranno distribuite nell’arco dei prossimi sei mesi. L’intento è quello di verificare le condizioni di detenzione dopo l’applicazione del provvedimento di indulto, con particolare riguardo però al funzionamento dell’assistenza sanitaria. Questa mattina la visita al carcere di Regina Coeli e l’intero programma sono stati spiegati ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa, durante la quale si è parlato anche delle tappe precedenti a quella di Roma, visto che il viaggio è partito ufficialmente il 15 febbraio scorso. Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti dei gruppi parlamentari del Prc alla Camera e al Senato, Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena, insieme all’assessore regionale Luigi Nieri e al presidente di Antigone, Patrizio Gonnella.

Molto importante, per esempio, la prima tappa del viaggio, quella appunto del 15 febbraio nell’Opg, Ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli, alla quale hanno partecipato Francesco Caruso, deputato indipendente del Prc, Sergio Piro del Forum salute mentale e Dario Stefano Dell’Aquila, presidente dei Antigone di Napoli. Nella struttura sono presenti attualmente circa un centinaio di internati. "Sono rimasto scioccato - ha dichiarato Caruso - dalle condizioni di detenzione di larga parte degli internati. Se si eccettua infatti un reparto ristrutturato di recente, ho visto celle in disastrate condizioni igienico-sanitarie". Disperate anche le condizioni di buona parte dei detenuti, che sempre secondo Caruso, pur mostrando il loro stato, conservano la lucidità necessaria per raccontare le loro storie. Il deputato indipendente ha anche annunciato che proporrà alla Commissione Affari Sociali della Camera l’avvio di un’indagine conoscitiva formale sullo stato degli Opg in Italia. Nel frattempo si chiede al ministro della Giustizia, Mastella e al sottosegretario Manconi un intervento immediato perché si possano prendere i provvedimenti adeguati.

Per quanto riguarda la visita a Regina Coeli, sono state riscontrate anomali per quanto riguarda il servizio "nuovi giunti". "Spesso - racconta Gennaro Santoro del Prc, che questa mattina era presente alla visita al carcere romano - il servizio nuovi giunti viene utilizzato per gli isolamenti. Capita dunque ad alcuni detenuti di poter avere solo 15 minuti di passeggio, invece di due o quattro ore al giorno come previsto dalla norma". Sempre secondo Santoro, lascia molto a desiderare anche l’ambiente delle docce (che risultano insufficienti e spesso in locali troppo umidi).

Per domani era prevista la visita al Cpt, Centro di permanenza temporanea di Lamezia Terme in Calabria, ma la tappa è stata rinviata. Molti dei parlamentari che avrebbero dovuto partecipare alla visita sono infatti impegnati in Parlamento per il voto molto delicato sulla missione in Afghanistan. Tra le prossime tappe del viaggio nelle carceri che durerà sei mesi ci sono il carcere di Voghera, quello di Civitavecchia e quelli dell’Emilia, San Vittore a Milano, il carcere di Taranto e quello di Palmi, nonché i carceri di Parma e di Avellino.

 

Droghe: Prc; abolire subito la legge Fini-Giovanardi, Notiziario Aduc, 20 febbraio

Notiziario Aduc, 20 febbraio

 

Dopo l’indulto via le leggi repressive della Cdl e, possibilmente, l’amnistia. Rifondazione comunista ha lanciato, assieme all’associazione Antigone, una campagna per la tutela dei diritti dei detenuti, partita con la visita dei capigruppo di Camera e Senato, Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena, al carcere di Regina Coeli a Roma.

Nel mirino, spiega Migliore, "la Bossi-Fini, da abolire secondo il programma dell’Unione, la Fini-Giovanardi sulla droga e la ex Cirielli sulla recidiva". Per Rifondazione si tratta di leggi che puniscono in modo particolare i giovani, gli extracomunitari e gli autori di piccoli reati, vanificando di fatto l’effetto positivo dell’indulto, che ha ristabilito il livello della popolazione carceraria secondo le possibilità di capienza delle strutture: "Il rischio che si corre - sottolinea Russo Spena - è oggi di avere soltanto un carcere con meno detenuti, mentre noi chiediamo un carcere diverso, in sintonia con il dettato della Costituzione". Il Prc chiede, infatti, anche la piena attuazione del regolamento penitenziario varato nel 2000 e che avrebbe dovuto realizzarsi completamente nel 2005, invece ancora oggi la qualità della vita dei detenuti per "vitto, spazi, igiene, diritto alla salute" non corrisponde ai parametri previsti.

"Il triste ed inarrestabile elenco delle morti di overdose della nostra regione richiede un impegno concreto da parte della politica umbra, soprattutto dalle forze dell’Unione": lo sostiene il capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio regionale Stefano Vinti.

Per l’esponente di Prc "emerge con forza il fallimento dell’intero impianto della normativa sulle droghe in vigore, non in grado, come evidenziano i fatti di questi giorni di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il fenomeno".

Secondo Vinti "la legge in vigore drena energie preziose sul lato del contrasto all’offerta, destinandole, in una logica punitiva da stato etico, sul versante del consumo di sostanze cercando di scoraggiarlo. In realtà fallisce entrambi gli obbiettivi, perché i consumi di sostanza sono in aumento, e non ci pare che le reti criminali siano sconfitte.

Anzi, pur apprezzando il lavoro delle nostre forze dell’ordine portato avanti in questi anni, è innegabile constatare che il mercato delle droghe si è allargato. Sostanze come la cocaina, diffusissima nella nostra regione, dovrebbero farci riflettere della potenza che hanno acquistato in questi ultimi anni le reti mafiose, anche in rapporto alla loro infiltrazione nell’economia legale. Per questo dovremo indagare più a fondo nella dimensione dello spaccio, non solo rispetto al piccolo, ma ai flussi finanziari che attraversano i nostri territori, al collegamento fra economie legali ed illegali favorito anche dall’elusione e dall’evasione fiscale. Occorre che la nostra Regione convochi al più presto un tavolo di discussione con i ministri competenti (Amato, Ferrero, Turco) e con le regioni limitrofe. Abbiamo la necessità non solo di rafforzare i nostri servizi esistenti, lasciati troppo spesso nella precarietà, ma di renderli più moderni, programmando un intervento su un fenomeno complesso, come quello del consumo di sostanze, con un’impronta di tipo sociale. Se Perugia è diventata una piazza dello spaccio intraregionale occorre infatti che anche con le altre Regioni, soprattutto la Toscana e le Marche, coordinino i propri interventi con noi, attivando spazi di formazione congiunta tra gli operatori".

Osservando quanto avvenuto in altri paesi europei, Vinti propone di sperimentare "la creazione di un sistema di allerta rapido in grado d’informare in poche ore i consumatori della pericolosità delle sostanze illegali che girano nelle piazze" e di allargare "le possibilità rispetto ai trattamenti con nuove terapie, come la somministrazione sotto controllo medico dell’eroina, e l’ampliamento delle pratiche di riduzione del danno".

 

 

Carceri, parte la campagna PRC-Antigone per verificare le condizioni di detenzione post indulto

di G.Santoro, Liberazione 20 Febbraio

"Ho visto celle in disastrate condizioni igienico - sanitarie. Vi sono avanzi di pasto, cicche di sigarette, odore di urina, bagni pieni di ruggine e liquami. I letti e le coperte sono lacerati e maleodoranti." Queste le impressioni di Caruso al termine della visita effettuata presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli, ad apertura della campagna PRC - Antigone "Il carcere dopo l’indulto". Ieri sono state ispezionate le carceri palermitane, il 18 il carcere di Belluno (dove vi è una sezione trans). Oggi i capogruppo del PRC di senato e camera, Russo Spena e Migliore, presentano la campagna ai giornalisti presso la sala conferenze della camera, ore 12.00, subito dopo aver visitato il carcere di Regina Coeli insieme a Luigi Nieri. La campagna prevede circa 50 visite in carcere entro il 15 agosto con il precipuo scopo di verificare le condizioni di detenzione post indulto, con particolare attenzione al funzionamento dell'assistenza sanitaria, oggi allo stremo, e alla mancata attuazione del regolamento penitenziario del 2000.

Intanto il Ministero della Giustizia ha presentato ieri i dati sull’indulto, dimostrando che il tasso di recidività dei beneficiari del provvedimento è di ben sette volte inferiore al tasso fisiologico della stessa; ovvero, mentre di norma sette detenuti su dieci sono già stati in carcere, dei circa 20000 indultati solo il 10 % ha commesso un nuovo reato dall’approvazione dell’atto di clemenza. A riprova del fatto che se vi è stato un fallimento lo stesso ha riguardato, e riguarda, il sistema penitenziario e non il provvedimento di indulto. Lo Stato, infatti, non è riuscito a garantire, sette volte su dieci, il reinserimento sociale del detenuto prescritto dall’art.27 della Costituzione. Anzi, peggio. Non riesce neanche a garantire i diritti minimi della persona, a partire dal rispetto del diritto alla salute, visto che in carcere si muore e ci si ammala molto di più che nella società libera. Basti pensare che nelle patrie galere ci si suicida 17 volte di più che nella vita libera. Ancora, il 27% dei detenuti è tossicodipendente (contro il 2,10% dei cittadini liberi); il 19,83% è affetto da patologie del sistema nervoso e da disturbi mentali. E a peggiorare la situazione ci pensa la finanziaria con un taglio di 13 milioni di euro per l’assistenza sanitaria in carcere.

Insomma, carceri ancora al collasso, col rischio concreto di vanificare gli effetti positivi dell’indulto se non si interviene subito sia in ambito penale sostanziale (riformando il codice penale, abolendo le leggi Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, ex Cirielli) che nella esecuzione penale (a partire dall’applicazione del regolamento penitenziario). "L’indagine" si auspica Susanna Marietti di Antigone, "potrà fungere da pungolo per le istituzioni a dare piena attuazione e rispetto del diritto alla salute dei detenuti. Unico settore ad oggi ancora fuori dal sistema sanitario nazionale, nonostante la riforma Bindi del ’99 sancisca, sulla carta, la piena uguaglianza del diritto alla salute tra cittadini liberi e ristretti". "Vogliamo dare uno sguardo su una realtà che, nel dopo indulto, rischia di tornare nell’oblio." incalza Arturo Salerni, responsabile nazionale carceri "La campagna sarà un’occasione di diffusione delle nostre battaglie per l'abolizione dell'ergastolo, per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e per mettere la parola fine alla detenzione in carcere dei figli e delle figlie delle detenute." Nella giornata di domani una delegazione entra nel CPT di Lamezia Terme. Nel corso della serata a Catanzaro si svolgerà il convegno ‘Patrie galere e gabbie etniche’, con una ventina di associazioni impegnate nella tutela e nella promozione dei ‘diritti deboli’.

Tutte le compagne e i compagni sono invitati a dare il loro contributo perchè questa campagna contribuisca incisivamente a mutare il paradigma culturale sicuritario che si respira nelle strade [contro immigrati, indultati, ‘mostri’ di Erba ed ‘erbaioli’] per passare dal diritto alla sicurezza alla sicurezza dei diritti.

Basta con l’eterno ricorso al diritto emergenziale e alla repressione penale come modalità di soluzione dei conflitti sociali. Bisogna ripartire dalle politiche di prevenzione e garanzia dei diritti civili e sociali. Bisogna partire dagli esclusi.

 

 

 

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AGENZIE, 20 FEBBRAIO 

PRC, MIGLIORE E RUSSO SPENA NEL CARCERE DI REGINA COELI

(9Colonne) - Roma, 20 feb - Questa mattina, alle 9.30, Gennaro Migliore e

Giovanni Russo Spena, presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato di

Rifondazione Comunista, entreranno nel carcere di Regina Coeli. "La visita

dell'istituto penitenziario romano - si legge in una nota - è uno degli

appuntamenti previsti dalla campagna, lanciata dal Prc in collaborazione con

l'associazione Antigone, che prevede 50 visite nelle carceri italiane in sei

mesi. Questa campagna si pone l'obiettivo di verificare le condizioni di

detenzione a sei mesi dall'approvazione dell'indulto, con particolare

attenzione al funzionamento dell'assistenza sanitaria, oggi allo stremo, ed

alla mancata attuazione del regolamento penitenziario, al fine di contribuire

a mutare il paradigma culturale sicuritario per passare dal diritto alla

sicurezza alla sicurezza dei diritti".

 

200923 FEB 07

CARCERI. PRC: DOPO INDULTO, CAMBIARE LEGGI CDL CHE LE RIEMPIONO

PARTE LA CAMPAGNA DI RIFONDAZIONE IN 50 PENITENZIARI ITALIANI.

(DIRE) Roma, 20 feb. - Dopo l'indulto, che ha portato fuori dalle

carceri italiane circa 25.700 detenuti da agosto ad oggi, occorre

ora modificare quelle leggi, varate dal centrodestra nella

passata legislatura, che le carceri continuano a riempirle. Il

monito arriva dai parlamentari di Rifondazione comunista, che

oggi hanno presentato a Montecitorio la loro "campagna nazionale

di verifica delle condizioni detentive" nei penitenziari

italiani, effettuata in collaborazione con l'associazione

Antigone. La campagna partita oggi, con la visita da parte di

Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore, capigruppo del Prc

rispettivamente al Senato e alla Camera, al carcere di Regina

Coeli di Roma, prevede 50 sopralluoghi in sei mesi.

"Un terzo dei detenuti presenti nelle carceri italiane e'

finito in prigione per la legge sulle tossicodipendenze, e un

terzo per la Bossi-Fini- spiega Patrizio Gonnella, presidente di

Antigone- mentre, per fortuna, la ex-Cirielli, ovvero la legge

sulla recidiva, non ha ancora dispiegato i suoi effetti, ma

quando lo fara' il nostro sistema penitenziario tornera' a 60.000

detenuti". Per questo, aggiunge Russo Spena, "sono necessari

interventi parlamentari molto forti sulle leggi riempi-carceri",

nella fattispecie Bossi-Fini, Fini-Giovanardi ed ex Cirielli

appunto.(SEGUE)

(Sab/ Dire)

14:20 20-02-07

CARCERI. PRC: DOPO INDULTO, CAMBIARE LEGGI CDL CHE LE... -2-

(DIRE) Roma, 20 feb. - Un secondo elemento, messo in evidenza dai

parlamentari del Prc, e' il fatto che, a sette anni

dall'approvazione della riforma penitenziaria (settembre 2000),

questa non abbia ancora trovato applicazione.

"Dopo l'indulto, che ha svuotato gli istituti- attacca

Migliore- non ci sono piu' scuse per non applicare la riforma".

Un insieme di norme, varate con lo scopo di migliorare la

qualita' della vita dei detenuti incidendo sul cibo, la

vivibilita' degli spazi, l'igiene personale, la pulizia dei

locali.

(Sab/ Dire)

14:20 20-02-07

CARCERI: PRC, DOPO INDULTO VIA LEGGI REPRESSIVE DELLA CDL =

(AGI) - Roma, 20 feb. - Dopo l'indulto via le leggi repressive

della Cdl e, possibilmente, l'amnistia. Rifondazione comunista

ha lanciato, assieme all'associazione Antigone, una campagna

per la tutela dei diritti dei detenuti, partita con la visita

dei capigruppo di Camera e Senato, Gennaro Migliore e Giovanni

Russo Spena, al carcere di Regina Coeli a Roma.

Nel mirino, spiega Migliore, "la Bossi-Fini, da abolire

secondo il programma dell'Unione, la Fini-Giovanardi sulla

droga e la ex Cirielli sulla recidiva". Per Rifondazione si

tratta di leggi che puniscono in modo particolare i giovani,

gli extracomunitari e gli autori di piccoli reati, vanificando

di fatto l'effetto positivo dell'indulto, che ha ristabilito il

livello della popolazione carceraria secondo le possibilita' di

capienza delle strutture: "Il rischio che si corre - sottolinea

Russo Spena - e' oggi di avere 'soltanto' un carcere con meno

detenuti, mentre noi chiediamo un carcere diverso, in sintonia

con il dettato della Costituzione". Il Prc chiede, infatti,

anche la piena attuazione del regolamento penitenziario varato

nel 2000 e che avrebbe dovuto realizzarsi completamente nel

2005, invece ancora oggi la qualita' della vita dei detenuti

per "vitto, spazi, igiene, diritto alla salute" non corrisponde

ai parametri previsti. (AGI)

Cav

201454 FEB 07

CARCERI: DOPO INDULTO; PRC-ANTIGONE IN VISITA A REGINA COELI

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - E' stato il carcere di Regina Coeli,

a Roma, la tappa odierna della campagna promossa da Rifondazione

comunista e dall'associazione Antigone che prevede nei prossimi

sei mesi 50 visite negli isitituti di pena italiani: questa

mattina i presidenti dei gruppi parlamentari Prc di Camera e

Senato, Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena, l'assessore

regionale Luigi Nieri e il presidente di Antigone Patrizio

Gonnella, hanno visitato l'istituto romano nell'ambito

dell'iniziativa voluta per verificare le condizioni di

detenzione post indulto.

''Quella di Regina Coeli non e' una situazione drammatica -

ha spiegato Patrizio Gonella nel corso di una conferenza stampa

alla Camera - ma e' comunque una situazione difficile alla quale

occorre far fronte, cosi' come per il resto delle carceri

italiane, prima che gli effetti positivi dell'indulto siano

vanificati''.

Attualmente, secondo Gonnella, i detenuti di Regina Coeli

sono 960, di questi oltre il 50% sono stranieri (per lo piu'

romeni) reclusi per reati contro il patrimonio e legati al

possesso di sostanze stupefacenti. Un reparto e' chiuso per

ristrutturazione, ma i lavori sono sospesi per mancanza di

fondi. Due reparti, invece, sono senza riscaldamento, ma grazie

ad un finanziamento di 450 mila euro della Regione Lazio,

quell'ala che ospita circa 150 detenuti sara' ristrutturata e

riscaldata.

''Se non si affronta la questione carceri con un un atto di

coraggio - ha concluso Gonnella - la situazione tornera' a

quella pre indulto. Questa iniziativa nasce proprio per creare

una sensibilita' che porti avanti le riforme e che spinga ad

investire piu' risorse in questo settore''.

Un fronte, quello relativo alle condizioni di vita nelle

carceri italiane, sul quale Rifondazione comunista ha

manifestato tutto il suo impegno: ''Occorre prima di tutto

abrogare leggi sbagliate che favoriscono il sovraffollamento -

ha spiegato Gennaro Miglore - ovvero la Bossi-Fini

sull'immigrazione, la Fini-Giovanardi sulla droga e la ex

Cirielli sulla recidiva''. E' importante intervenire subito, ha

ricordato Giovanni Russo Spena, ''ma non ci interessa soltanto

un carcere con meno detenuti, chiediamo un carcere diverso, in

sintonia con la funzione rieducativa della pena sancita dalla

Costituzione''. (ANSA).

 

CARCERI: CIRIELLI (AN), DA PRC CRITICHE FUORI LUOGO
(V. 'CARCERI: DOPO INDULTO; PRC-ANTIGONE...', DELLE 17:03)
(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Edmondo Cirielli, di An, replica alle
dichiarazioni di esponenti del Prc che hanno criticato la
riforma della recidiva approvata nella scorsa legislatura e nota
come 'ex Cirielli'. Il parlamentare respinge in particolare
l'accusa secondo cui questa legge avrebbe riempito le carceri.
''Per anni abbiamo assistito - afferma l'esponente di An -
alle grida di allarme dei pericoli della 'ex Cirielli'
annunciata come una legge di sostanziale amnistia e favorevole
ai delinquenti. E non per questo, sul versante della riforma
della prescrizione in essa contenuta, e' stata ancora presentata
uno straccio di proposta di modifica''. Ma ''oggi il Prc
denuncia la 'ex Cirielli' come legge 'riempi carcere' e vuole
abrogarla perche' e' una legge che contrasta gli effetti
dell'indulto e la definisce una legge repressiva del governo
Berlusconi''.
''La verita' - per Cirielli - e' che la riforma della
recidiva, voluta fortemente dal gruppo di An, e' l'unica
risposta vera data dal parlamento negli ultimi 20 anni contro la
criminalita' e per assicurare concretamente la certezza della
pena''. (ANSA).

 

 

 

Le carceri laziali dopo l’indulto. Cgil: serve la legge del Prc,

di S. Marietti, Liberazione, 17 Febbraio.

Parte dal Lazio la campagna di Rifondazione e Antigone di Susanna Marietti Che succede nelle carceri dopo l’approvazione dell’indulto? Per rispondere a questa domanda il Prc, in collaborazione con l’associazione Antigone, ha organizzato una campagna semestrale di visite negli istituti penitenziari italiani. Nel Lazio, nei prossimi giorni, parlamentari, consiglieri regionali ed esponenti di Antigone si recheranno nelle carceri di Roma, di Viterbo, di Civitavecchia.Al 1 gennaio 2007, i detenuti reclusi nelle carceri laziali erano 3.900, di cui 276 donne. Gli imputati erano 2.285, ben oltre il 50% del totale. Una percentuale così alta si spiega con il recente provvedimento di indulto, che ha ridotto il numero dei condannati. Un provvedimento che ha consentito il ritorno del sistema penitenziario laziale nella legalità almeno numerica, visto che la capienza regolamentare delle carceri nella regione - che prima dell’indulto ospitavano 5.944 persone, e che nel 2006 avevano visto 8 suicidi, pari a circa il 17% del dato nazionale - è di 4.649 posti letto. La popolazione detenuta sta però crescendo rapidamente, così da rendere improcrastinabili quelle riforme penali e penitenziarie necessarie, le prime, a evitare il ritorno del sovraffollamento e, le seconde, a rendere la detenzione più conforme al dettato costituzionale. In questa fase è quindi necessaria una spinta affinché non si perda tale occasione.La campagna del Prc è finalizzata a verificare e sollecitare il rispetto di norme mai attuate: in primo luogo il regolamento penitenziario del 2000, che prevede un innalzamento della qualità della vita interna attraverso norme di buon senso quali quelle che impongono l’acqua calda nelle celle, il wc separato dai letti, l’ingresso di luce naturale, gli asili nido ove vi sono bambini, la possibilità di effettuare colloqui all’aria aperta, i servizi di mediazione culturale; in secondo luogo la legge Bindi del 1999 che, richiamandosi al principio dell'universalità del diritto alla salute, prevede il passaggio della gestione della medicina penitenziaria al servizio sanitario nazionale e di conseguenza alle Regioni.Norme, si diceva in passato per giustificarne la mancata applicazione, ostacolate dal sovraffollamento. Ora, e non per molto tempo ancora, le carceri sono meno affollate. E’ questa l’occasione che vuole cogliere la legge Nieri, la quale prevede misure e interventi a favore della popolazione detenuta del Lazio. Approvata dalla Commissione sicurezza, attende il nulla osta della Commissione sanità per arrivare alla discussione e approvazione finale in Consiglio. Essa, oltre a contenere norme che prevedono il sostegno al lavoro e alle attività educative e culturali, disciplina la presa in carico della medicina penitenziaria da parte delle Asl. Il Lazio, in tal modo, sarebbe la seconda regione in Italia, dopo la Toscana, a prevedere un simile passaggio. Di questo si è parlato ieri in un convegno organizzato dalla Cgil, che con nettezza ha chiesto al Consiglio regionale di fare presto, perché di questa legge c’è immediato bisogno.

 

 

ANSA, 15 Febbraio 

Francesco Caruso, parlamentare indipendente Rifondazione Comunista:

Ospedale Psichiatrico giudiziario di Napoli in condizioni indecenti. Intervenga subito il Ministro!

 

Napoli. Una delegazione composta da Francesco Caruso, deputato indipendente del Prc, Sergio Piro, del Forum Salute Mentale e da Dario Stefano Dell?Aquila, presidente dell'associazione Antigone Napoli, si è recata in visita presso l'Ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli. Nella struttura sono presenti circa un centinaio di internati. Gli internati sono persone, che hanno commesso un reato, che sono dichiarate non in grado di intendere e volere. Scontano la loro pena, tecnicamente definita misura di sicurezza, in un Opg (ex manicomio criminale)

«Sono rimasto scioccato- ha dichiarato Francesco Caruso- dalle condizioni di detenzione di larga parte degli internati. Se si eccettua un reparto, di recente ristrutturato, dove le condizioni appaiono appena sostenibili, ha visto celle in disastrate condizioni igienico - sanitarie. Vi sono avanzi di pasto, cicche di sigarette, odore di urina, bagni pieni di ruggine e liquami. I letti e le coperte sono lacerati e maleodoranti. Gli internati non hanno a disposizione non dico la doccia in cella, ma nemmeno quella sul piano. Sono in cinque o sei nella stessa cella e vestono tutti con panni laceri e vecchi.»

            «C'è un diffuso senso di abbandono, per persone che, pur in uno stato di evidente povertà,  sono lucidi quando raccontano le loro storie. Un ragazzo di poco più di vent?anni, Giovanni M., con problemi di tossicodipendenza è dentro per una estorsione di 12 euro. A denunciarlo è stata la stessa famiglia che non sapeva come affrontare il disagio del figlio.»

            «L'abbandono e il degrado in cui versano le celle e gli internati non può essere giustificato solo dall?assenza di risorse. Vi sono tre educatori, quaranta infermieri e cinque psichiatri a contratto. Non è molto, ma almeno si potrebbero garantire condizioni di vita almeno dignitose. Quello che ho visto è invece un luogo in cui la detenzione è inumana e degradante.»

            «A questo punto- ha concluso Caruso- proporrò che in commissione Affari sociali della Camera si attivi subito una indagine conoscitiva sullo stato degli Opg in Italia, ma nel frattempo chiedo al Ministro della Giustizia Clemente Mastella e al sottosegretario Luigi Manconi un intervento immediato, perché verifichino lo stato delle cose e prendano immediati provvedimenti. Ritengo che non sia più rinviabile definire, con un disegno di legge, un percorso di superamento e chiusura degli Opg.

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Il carcere visto da dentro

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