A Milano vogliono spostare il carcere di San Vittore in periferia

di Associazione Antigone Lombardia

Nei giorni scorsi abbiamo voluto presentare due osservazioni al Piano di Governo del Territorio della città di Milano (PGT) relativamente allo spostamento del carcere di San Vittore e alla creazione della cosiddetta "Città della Giustizia" nell'area di Porto di Mare, all'estrema periferia di Milano. Il nostro intento non è ovviamente quello di difendere l'esistente.

Come associazione abbiamo più volte denunciato il sovraffollamento, i problemi igienici e in generale le condizioni disumane in cui versa il carcere di San Vittore; e non restiamo indifferenti di fronte all'urgenza di affrontare in modo serio i problemi di riorganizzazione del sistema della giustizia e della penalità, anche attraverso una ristrutturazione delle sue strutture locali. Ma le ipotesi inserite in questo PGT ci sembrano inadeguate e pericolose.

Si ipotizza lo spostamento del carcere di San Vittore - struttura importante anche dal punto di vista urbanistico, storico e architettonico - senza indicare a cosa destinare un'area così appetibile dal punto di vista immobiliare. Si propone la costruzione di una 'cittadella giudiziaria' contro il parere degli operatori della giustizia e del diritto, e fingendo di ignorare i vincoli architettonici esistenti sul Palazzo di Giustizia di corso di Porta Vittoria. Si sostiene che l'intero progetto è necessario per razionalizzare e rendere più efficiente il sistema della giustizia, accorpandone le strutture in un'unica area urbana per "ridurre gli spostamenti di forza lavoro e documenti"; ma una buona informatizzazione consentirebbe di raggiungere lo stesso obiettivo con costi infinitamente più contenuti.

Si giustifica poi la costruzione di un nuovo carcere a Porto di Mare con l'esigenza - che, ovviamente, condividiamo in toto - di risolvere l'emergenza sovraffollamento e i problemi di vivibilità di San Vittore; ma di questo progetto se ne parla da anni, il Protocollo di Intesa con il Ministero per la sua realizzazione è stato siglato nel 2006, i soldi necessari non sono ancora stanziati e nessun passo concreto è stato ancora fatto ancora per l'avvio di lavori che comunque richiederebbero anni.

Il sovraffollamento e la vivibilità di San Vittore sono problemi che non possono aspettare per essere risolti; tanto che la Sottocommissione Carceri dello stesso Consiglio comunale che ha varato il PGT ha deliberato all'unanimità che bisogna trovare in fretta i 2,5milioni di Euro che occorrono per ristrutturare San Vittore, di cui evidentemente non si intravede all’orizzonte alcuna possibilità di chiusura in tempi accettabili. Infine, a proposito di sovraffollamento, ricordiamo che il Consiglio d'Europa ha più volte dimostrato che questo problema non può essere risolto con soluzioni di edilizia penitenziaria ma occorrono piuttosto interventi radicali sulle politiche penali, anche con l'allargamento della penalità extradetentiva in sostituzione del ricorso eccessivo alla carcerazione.

Vorremmo condividere con voi le nostre riflessioni, anche perché ci piacerebbe cogliere questa occasione per tentare di rilanciare un dibattito serio e approfondito sul rapporto tra carcere e città, sul significato della pena e sulle sue modalità di esecuzione sul territorio.
 
 
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Il carcere visto da dentro

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