Amato: "Non faremo nessuna sanatoria", Metropoli, 30/04/07

Amato: "Non faremo nessuna sanatoria"

"Non prevediamo in questa fase misure di regolarizzazione generalizzata": lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato in un forum pubblicato sul CorrierEconomia. Amato si è detto convinto che il tasso di irregolarità calerà da solo attraverso le domande dei flussi, e ha difeso il disegno di legge sull'immigrazione che, secondo un sondaggio Ispo, piace al 68% degli italiani. "I cittadini - ha detto il ministro - vogliono un approccio pratico al problema e capiscono che la nostra proposta va nella giusta direzione"

ROMA - "Non prevediamo in questa fase misure di regolarizzazione generalizzata, siamo convinti che il fenomeno della irregolarità si venga stemperando via via che verifichiamo le domande giunte ai sensi della Bossi-Fini. Per il futuro confidiamo nei nuovi meccanismi". Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, parlando del provvedimento di riforma della Bossi-Fini in un forum del sito CorrierEconomia. Amato ha aggiunto però: "Dopo un po' capita che le regolarizzazioni le faccia anche chi si era dichiarato totalmente contrario".

Con la nuova legge sull'immigrazione, ha proseguito il ministro dell'Interno, i flussi di ingresso verranno calcolati "sul fabbisogno espresso effettivamente dalle imprese". Il titolare del Viminale ha sottolineato che "i numeri cui siamo arrivati in un anno con la Bossi-Fini, 500 mila domande nel 2006, sono impensabili per il futuro, pensiamo a numeri annualmente molto più bassi". E si è detto convinto che occorra attenzione nel valutare i flussi d'ingresso per "non superare i limiti di capacità di assorbimento delle comunità preesistenti", anche se "più si colma il bisogno del mercato con manodopera regolare e più è alta la tollerabilità sociale".

Quanto ai particolari del disegno di legge di riforma dell'immigrazione recentemente approvato dal consiglio dei ministri, Amato ha sottolineato il rischio “che la criminalità che organizza lo sfruttamento degli immigrati possa avvalersi dell'autosponsorizzazione, mettendo a disposizione il suo sostegno per i singoli che finirebbero poi sotto ricatto”. Per evitare questo rischio, ha detto, le “quote” per l'autosponsor saranno comunque basse.

Quanto alla proposta di riforma Amato-Ferrero, il 68% degli italiani la giudica positivamente secondo un sondaggio Ispo per il Corriere della Sera che il quotidiano milanese ha pubblicato ieri. Il 36% degli italiani ha un atteggiamento positivo nei confronti degli immigrati con i quali viene a contatto, ma è di poco inferiore (il 32%) la quota di coloro i quali mostrano diffidenza o ostilità, mentre incerta si mostra la restante parte. Sette italiani su dieci, secondo il sondaggio, vedono con favore la riforma. E' proprio l'istituto dello sponsor pubblico o privato a trovare d'accordo la maggior parte degli intervistati (un campione rappresentativo della popolazione italiana), seguito dal diritto di voto per gli immigrati alle elezioni amministrative.

"E' la conferma di ciò che già sapevamo – ha commentato Amato - e cioè che gli italiani non sono contro gli immigrati pur temendone l'invasione. Apprezzano un approccio pragmatico e realistico sull'immigrazione e riconoscono che questa legge va nella giusta direzione". Per questo il ministro si è augurato che dal Parlamento possano arrivare indicazioni utili per la nuova legge e “un confronto sereno, senza pregiudiziali ideologiche".

Amato ha infine parlato in un'intervista al quotidiano “La stampa” della Carta dei valori e del rapporto con le comunità musulmane presenti in Italia. La Carta dei valori, ha detto, dovrà ora essere firmata in primo luogo dai membri della Consulta per l'Islam: "Dai decreti con cui ho accompagnato la Carta si capisce chiaramente che chi non la firmerà non potrà far parte di organismi istituiti presso questo ministero".

Anche se "non credo che il ministro facesse riferimento a noi", ha detto Issedin Elzir, portavoce dell'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), “l'Ucoii condivide i principi della Carta dei valori, alla cui elaborazione ha contribuito, ed è dunque pronta a sottoscriverla, previa approvazione del suo consiglio direttivo”.

Invece Moustapha Mansour, presidente del neonato partito 'Nuovi italiani' (formato da immigrati di diversi Paesi in vista della possibilità di partecipare alle elezioni amministrative) ha espresso qualche dubbio sulla posizione di Amato, e ha detto: “condividiamo i contenuti della carta, ma preferiamo la Costituzione, perché ci sentiamo italiani". La strada dell'integrazione “non è fatta di aut aut”, ha concluso Mansour, che presenterà la prossima settimana il nuovo partito, "multietnico, multiculturale e multireligioso", formato da immigrati non solo dell'aera islamica ma anche dall' Europa dell'Est.

(ANSA)

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