Ospedali psichiatrici giudiziari: la follia sta per chiudere?

coversitoE' pronto il nuovo numero della Rivista di Antigone dedicata interamente agli OPG che, dopo una serie di rinvii, dovranno chiudere - secondo l'attuale normativa - il 31 marzo prossimo. 

Di seguito riportiamo l'editoriale di Claudio Sarzotti, Direttore Responsabile, nonché l'indice completo di questo numero. Il costo del volume è di 15 € e potrà essere richiesto scrivendo all'indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  ed effettuando il versamento della somma sul conto intestato ad "Associazione Antigone Piemonte Onlus", IBAN: IT21W0326801000052847567560.

EDITORIALE - Claudio Sarzotti

Abbiamo già affrontato in un recente passato sulla nostra rivista la questione dei folli-rei, ma abbiamo deciso di dedicargli un numero monografico in un momento che appare decisivo per il definitivo superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari. Come si potrà notare leggendo alcuni dei saggi presenti nel numero della rivista, questo settore del sistema penale e penitenziario è stato uno di quelli su cui ha maggiormente e positivamente operato il Governo Renzi, in particolare emanando una normativa (la legge n. 81 del 30 maggio 2014) che ha posto un termine ultimativo alla chiusura degli Opg (31 marzo 2015) e ha stabilito alcuni princìpi di civiltà giuridica da tempo invocati da gran parte degli addetti ai lavori (in primis la limitazione della misura di sicurezza detentiva alla durata della pena massima edittale prevista per il reato commesso dal folle reo, rendendo in tal modo anche formalmente illegittimi i cd. ergastoli bianchi).

Occorre, tuttavia, non abbassare la guardia perché il clima politico-culturale complessivo pare volgere nuovamente al cupo tintinnar di manette, triste ricordo della stagione di “Mani pulite”. Passata la breve infatuazione mediatica per la questione del sovraffollamento carcerario, incassata un’assoluzione per insufficienza di prove da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo subito spacciata come punto di svolta della politica penitenziaria italiana, il dibattito pubblico sembra nuovamente segnato da emergenze criminali che vengono affrontate con la grammatica del diritto penale. Dalle inchieste su “Mafia capitale” al nuovo successo delle campagne leghiste contro rom, rifugiati politici e stranieri tout court, possiamo trovare numerosi esempi di un populismo penale che potrebbe essere indotto a sfruttare la crisi economica da cui il Paese sembra incapace di uscire per trovare facili capri espiatori su cui focalizzare la rabbia dell’emozione pubblica. Quale miglior bersaglio mediatico, ad esempio, di un folle reo che, magari dopo essere stato appena dimesso da un Opg, commetta un grave reato di sangue? 
Del resto, le questioni aperte e le insidie nel processo riformatore sono ancora numerose. Innanzitutto, come sottolinea Stefano Cecconi nel suo articolo, se i dati ci dicono che gli internati non dimettibili sono attualmente circa 370, perché si stanno preparando oltre 900 posti nelle nuove piccole residenze su scala regionale (le cd. Rems) che dovrebbero sostituire gli Opg? Se tali residenze, come quasi certamente avverrà, non saranno pronte per il 31 marzo 2015, verrà nuovamente prorogata la chiusura degli Opg? Del resto, esistono già ora gli strumenti giuridico-formali e operativi (in particolare la misura di sicurezza della libertà vigilata) per garantire il non abbandono di quelle persone che necessitano di cure e di strutture contenitive, come afferma nel suo articolo Francesco Maisto ricostruendo le buone pratiche sviluppate nella regione Emilia Romagna. Ma, come ricorda nel suo saggio ricostruttivo Dario Stefano Dell’Aquila, la figura del folle reo è da sempre stata oggetto di potere ai confini tra il paradigma medico e quello giuridico attraverso l’ambiguo e fantasmatico dispositivo di sorveglianza della sua presunta pericolosità sociale. Tale dispositivo, per un verso, non è stato ancora abbandonato dal nostro legislatore (non abbastanza coraggioso come afferma Adelmo Manna, ricordando, tra l’altro, alcuni casi di cronaca in cui tale istituto venne utilizzato da Benito Mussolini per neutralizzare personaggi scomodi del proprio entourage familiare). Per altro verso, esso rispunta in quella che Michele Miravalle nel suo saggio definisce “sbornia neuroscientifica”, sindrome di cui pare affetta certa parte della giurisprudenza italiana che si avventura in complesse argomentazioni scientifiche per trovare deterministici nessi tra struttura del cervello umano e comportamenti devianti. In realtà la scienza psichiatrica più avveduta ha posto da tempo in forte dubbio le proprie capacità predittive, così come ha sostanzialmente negato l’esistenza di situazioni in cui il soggetto agente sia totalmente privo della capacità di intendere e volere. Questi assunti scientifici non fanno che rendere quanto mai attuale una revisione della stessa impostazione penalistica del doppio binario e, di conseguenza, la necessità di porre finalmente mano alla riforma del nostro codice penale. Profonda revisione codicistica che viene richiamata anche nell’importante lavoro di Luciano Eusebi di ricostruzione del pensiero della Chiesa sulla sanzione penale che viene qui recensito. Proprio in tale lavoro vengono avanzate proposte di riforma del codice che da anni sono discusse dagli operatori del diritto e verso le quali la doppia radice culturale, cattolica e della Sinistra storica, dell’attuale Governo potrebbero agevolmente convergere. Quanto altro tempo dovremo ancora aspettare per veder “cambiare verso” alle politiche penali e penitenziarie di questo Paese?.

L'INDICE DI QUESTO NUMERO

Editoriale, Claudio Sarzotti

OPG: LA FOLLIA STA PER CHIUDERE?

La lunga e accidentata marcia verso l’abolizione degli Ospedali psichiatrici giudiziari, Adelmo Manna
Quale superamento dell’Opg?, Francesco Maisto
La disciplina della follia. Dal manicomio criminale all’Ospedale psichiatrico giudiziario: una breve ricostruzione, Dario Stefano Dell’Aquila
La legge 81/2014, un buon punto di partenza: il futuro dei folli-rei ai tempi della neurocivilizzazione, Michele Miravalle
Chiudere gli Ospedali psichiatrici giudiziari senza se e senza ma. E senza proroghe, Stefano Cecconi
Il programma modello: il caso Friuli Venezia Giulia, Valentina Pizzolitto

ALTRI SAGGI 

Il sistema penitenziario in Guinea-Bissau, Paola Salvadori
Gli ostacoli posti dal diritto vivente all’accesso dello straniero irregolare alle misure alternative alla detenzione, Alberto Penoncini

Le rubriche periodiche

Rubrica giuridica Eseguire una pena illegittima? Il destino delle pene incostituzionali alla luce della “sentenza Gatto”, Elia De Caro e Gennaro Santoro 
Il lungo cammino per l’effettività dei rimedi risarcitori di cui all’articolo 35 ter Ordinamento penitenziario, Simona Filippi

Recensioni

Luciano Eusebi, La Chiesa e il problema della pena. Sulla risposta al negativo come sfida giuridica e teologica, La Scuola, Brescia, 2014 (di Claudio Sarzotti)
Luigi Pannarale (a cura di), Passaggi di frontiera. Osservatorio sulla detenzione amministrativa degli immigrati e l’accoglienza dei richiedenti asilo in Puglia, Quaderni de L’altro diritto, Pacini, Pisa, 2014 (di Giacomo Pisani)
Giovanni Cellini, Controllo sociale, servizio sociale e professioni di aiuto. Una ricerca nel sistema penitenziario, Ledizioni, Milano, 2013 (di Giovanni Lapi)
Franco Corleone e Andrea Pugiotto (a cura di), Volti e maschere della pena. Opg e carcere duro, muri della pena e giustizia riparativa, Ediesse, Roma, 2013 (di Benedetta Perego)
Alessandra Ballerini, La vita ti sia lieve. Storie di migranti e altri esclusi, Melampo, Milano, 2013 (di Perla Allegri)

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