Il Lazio dei migranti, una conferenza a Roma, Il Manifesto, 01/03/07

Cantieri sociali
Il Lazio dei migranti, una conferenza a Roma
Anna Pizzo
Oggi e domani si svolgerà, nella sede del Consiglio regionale del Lazio, la prima Conferenza sull'immigrazione. L'appuntamento è di grande importanza perché non sono molte le Regioni che hanno deciso di accogliere le sollecitazioni del ministro Ferrero e di dar corso a occasioni di confronto territoriali di queste dimensioni, anche se in molti luoghi si sono fatte (molto bene in Friuli) o si stanno discutendo leggi regionali. In più, con il segnale che la Conferenza lancerà e con gli impegni che sarà in grado di assumere, la Regione si gioca il futuro del rapporto con i nuovi cittadini del Lazio che - ricordiamolo - sono secondo il dossier della Caritas 390 mila (solo i regolari), ciò che colloca il Lazio al secondo posto in Italia.
Qualcuno, con la saggezza popolare, parla di quella «gatta frettolosa» e delle conseguenze sui suoi micetti, e molti infatti pensano che se alla Conferenza fosse stato dato più tempo per l'organizzazione ma soprattutto per la consultazione e la condivisione, molti problemi si sarebbero potuti evitare. Invece, l'inspiegabile pressione dell'assessorato alle politiche sociali e la determinazione della Cgil di prendere al volo un'occasione che altrimenti si sarebbe potuta perdere, hanno reso zoppicante il percorso. In questione, probabilmente, ci sono le due proposte di legge sull'immigrazione, una della giunta e una del Consiglio, sulle quali si stanno concentrando questioni di sostanza ma anche, malauguratamente, schiettamente politiciste.
Questa mattina ci sarà la prova «in corpore vili» per verificare se la Conferenza sarà una inutile passerella o se invece sarà il punto di inizio di una nuova stagione. Una sorta di «numero zero» che preluderà all'insediamento di tavoli permanenti di confronto sui temi più urgenti: il lavoro, la salute, la casa, le politiche sociali, l'educazione e la multiculturalità. Sullo sfondo, la questione delle questioni e cioè gli spazi di auto-rappresentazione dei migranti e le discriminazioni che troppo spesso colpiscono le persone che vengono nel nostro paese per ragioni di lavoro o perché sono costrette ad abbandonare il loro paese e chiedono rifugio nel nostro.
La Conferenza in via della Pisana sarà anche un test per verificare la capacità di ascolto e di relazione che gli assessori e i consiglieri del Lazio sapranno costruire, e le domande alle quali sapranno dare risposte. A poche ore dall'inizio, è ancora tutto in alto mare, a cominciare da un programma a dir poco esile proposto dall'assessorato, a cui manca, in buona sostanza, la capacità di rispondere alle domande fondamentali che i cittadini migranti, le associazioni, i comitati e il neonato Coordinamento istituito presso la Presidenza del consiglio pongono, e cioè: cosa tutti assieme vogliamo che sia la Conferenza, quali scopi si prefigge e quali impegni è in grado di assumersi? Con una buona dose di ottimismo, alla vigilia della Conferenza la risposta è più o meno di questa natura: meglio provarci che rinunciare. La disponibilità a contribuire al buon esito dell'appuntamento è diffusa e le associazioni impegnate nel Coordinamento del Consiglio - Arci, Caritas, Sant'Egidio, Amsi (l'associazione dei medici stranieri), Acli, la Federazione delle chiese evangeliche, Senza Confine, Action, la Casa delle culture, tra le altre - e i rappresentanti designati dalle Province sembrano pensarla più o meno allo stesso modo: quel che non si è potuto o voluto fare prima lo si farà direttamente nella Conferenza perché divenga il luogo della partecipazione e dell'incontro tra cittadini e istituzioni. Un luogo non occasionale ma permanente.

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