Chiuse 400 agenzie di money transfer, Metropoli, 05/03/07

Chiuse 400 agenzie di money transfer

Un'indagine della procura di Ancona, avviata nel 2004, ha portato a un'operazione nei confronti di agenzie di money transfer abusive: ne sono state sequestrate 401 in tutta Italia. Le indagini della Guardia di finanza hanno portato alla scoperta di 280mila transazioni finanziare illegali verso l'estero, per un importo complessivo di 88 milioni di euro. L'Italia è il secondo mercato al mondo in questo settore, con 1,4 miliardi di euro all'anno di transazioni nel solo 2006. Le rimesse maggiori sono verso la Cina e la Romania

ANCONA - Quattrocentouno agenzie abusive del circuito "Money transfer", che trasferivano denaro all'estero soprattutto per conto di lavoratori immigrati, sono state sequestrate in tutta Italia dalla Guardia di finanza di Ancona e dal Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, nell'ambito di una inchiesta della Procura distrettuale antimafia anconetana. Le agenzie sono tutte riconducibili a tre società di Roma, Milano e Verona. Perquisizioni e sequestri hanno interessato tutte le regioni, tranne la Sardegna e il Molise. Oltre 280 mila le transazioni irregolari accertate dai finanzieri, per un importo complessivo di circa 88 milioni di euro.

Millecinquecento i finanzieri impegnati nell'indagine avviata nel 2004 dalla Procura di Ancona. L'obiettivo era verificare il rispetto del Testo unico delle leggi bancarie e la provenienza dei flussi di denaro movimentati nell'anconetano; ma ben presto l'inchiesta si è estesa su scala nazionale.

Fra le 280mila transazioni irregolari ci sono anche flussi di denaro riconducibili a tre soggetti sospettati di appartenere ad organizzazioni terroristiche del fondamentalismo islamico, residenti in provincia di Ancona, fra le 280 mila transazioni irregolari. Si tratterebbe di tre personaggi non di spicco, tenuti da tempo sotto controllo dalle forze di polizia. Nel corso delle perquisizioni eseguite nelle varie regioni sono state individuate anche altre 56 persone che svolgevano attività finanziaria abusivamente, sei subagenzie abusive, 61 casi di mancata istituzione dell'archivio unico informatico, 12 irregolari di varie nazionalità.

L'Italia è il secondo mercato del mondo, dopo gli Stati Uniti, con circa 1,4 miliardi di euro all'anno di transazioni finanziarie trattate da questo circuito. In base ai dati 2006 della Guardia di Finanza, la Cina, con 37 milioni di euro, è il Paese con il maggior volume di fondi provenienti dall' Italia, seguita dalla Romania (23,2 milioni di euro) e dal Marocco (21,4 milioni di euro). La Cina è in testa anche per l'importo medio delle transazioni, con un ammontare pari a 3.163 euro, a fronte di una media di 300 euro per gli altri Paesi.

Negli ultimi tempi molti comuni italiani, da Milano a Roma, da Parma a Treviso, hanno introdotto o stanno per varare regole più rigide per l'apertura di nuove attività di phone center: rispetto degli orari di apertura e delle normative igienico sanitarie previste per i negozi, obbligo di rispetto della distanza minima da un'altra attività simile. Le misure hanno fatto seguito alle proteste di molti residenti, che si lamentavano per il "via vai" continuo anche in ore notturne. Ma in alcune città, come a Brescia, i gestori dei phone center sono scesi in piazza per protestare contro quelle che considerano "leggi razziste". I phone center italiani sono infatti nella stragrande maggioranza gestiti da immigrati.

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