CARCERI, ANTIGONE «FOTOGRAFA» ISTITUTI PENITENZIARI LAZIO, OMNIROMA 13/11/06

Roma, 13 nov - La regione ospita quattordici carceri, tra i quali l'istituto di pena femminile più grande d'Italia, Rebibbia femminile. La popolazione detenuta è di circa 6 mila persone, a fronte di una capienza di 4.600 posti. Più di 3 mila detenuti sono rinchiusi nei penitenziari romani, soltanto a Regina Coeli e a Rebibbia Nuovo Complesso sono più di 2.500. Sono alcune delle cifre contenute nel quarto rapporto sulle condizioni di detenzione pubblicato dall'associazione Antigone con il titolo «Dentro ogni carcere. Antigone nei 208 istituti di pena italiani». Presentato oggi presso la libreria Arion di piazza Montecitorio, lo studio «fotografa» ogni carcere descrivendone le caratteristiche: capienza regolamentare, detenuti presenti, condizioni della struttura. La casa circondariale di Rebibbia, ad esempio, ospita 399 persone a fronte di una capienza di 296, «le condizioni igieniche sono critiche: frequenti gli episodi di malattie infettive». È una delle carceri più grandi d'Italia, invece, Rebibbia Nuovo Complesso: costruito nel 1972 per ospitare 1.194 detenuti, ne contiene 1.621. Stando al rapporto, all'interno della struttura «l'uso di psicofarmaci è molto elevato e numerosi sono gli atti di autolesionismo e le testimonianze di maltrattamenti». Non è migliore lo stato in cui verte Regina Coeli, che ospita 940 detenuti a fronte di una capienza di 907. «La struttura è in pessime condizioni - si legge - a parte due sezioni recentemente ristrutturate, nelle altre il degrado del tempo è inesorabile e in due sezioni manca il riscaldamento». Il sovraffollamento è invece la piaga del carcere di Velletri, nel quale scontano la pena 315 detenuti a fronte di una capienza di 197. Ci sono però anche strutture nelle quali le condizioni di vita risultano migliori. È il caso di Rebibbia III Casa, che ospita 32 detenuti in un spazio adibito a 80. Aperta negli anni '90, è dal 1994 istituito a custodia attenuata per tossicodipendenti: «è la più confortevole tra quelle di Rebibbia, l'edilizia non è tipicamente carceraria ed esternamente vi sono molti spazi versi, ampi e attrezzati». «La speranza è che questo libro possa sviluppare riflessioni a livello locale - ha detto Susanna Marietti, curatrice del volume insieme con Laura Astarita e Paola Bonatelli - anche se in Italia non c'è un caso eclatante: il caso eclatante è l'intero sistema». Alla presentazione dell'opera hanno partecipato anche Luigi Manconi, sottosegretario alla Giustizia, Mauro Palma, vicepresidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, il regista Vincenzo Marra e Giovanni Russo Spena, capogruppo del Prc al senato.

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Il carcere visto da dentro

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