Polacchi sfruttati, partono 600 denunce, Metropoli, 27/10/06

Polacchi sfruttati, partono 600 denunce  

Circa 600 cittadini polacchi hanno sporto denuncia alla polizia del loro Paese dichiarando di essere stati vittime di violenze, aggressioni e truffe durante il lavoro nelle campagne pugliesi. Le denunce stanno per essere trasmesse alla Dda di Bari, che le valuterà alla luce dell'indagine di quest'estate sulla tratta dei polacchi nel foggiano. Intanto a Modena, dopo una denuncia della Fiom, un'ispezione nella cooperativa di servizi Bani ha messo in luce il probabile sfruttamento di lavoratori stranieri. Il Prc chiede ulteriori indagini

BARI - Sono circa 600 le denunce che cittadini polacchi hanno presentato alle autorità di polizia del loro Paese dichiarando di essere stati ridotti in schiavitù e di aver subito violenze, aggressioni e truffe mentre erano impiegati, tra il 2004 e il 2005, nella raccolta del pomodoro nel foggiano.
Le denunce, presentate dopo che gli immigrati sono tornati in patria, stanno per essere avviate dalle autorità polacche, che hanno raccolto gli atti presentati di volta in volta in vari distretti di polizia, alla Dda di Bari che indaga sulla tratta di polacchi ridotti in schiavitù nelle campagne del foggiano.

Il pubblico ministero della Dda, Lorenzo Lerario, dovrà valutare se le denunce siano collegate all'indagine sulla tratta di esseri umani di cui si occupa e nell'ambito della quale, nel luglio scorso, ha smantellato con numerosi arresti l'organizzazione internazionale che la gestiva.

Dall'indagine della magistratura barese è emerso che i cittadini polacchi, inseguendo il sogno di un lavoro facile, sono stati portati nel foggiano dove sono finiti nella rete di gruppi criminali che li hanno trattati come schiavi, li hanno fatti lavorare nei campi dalla mattina alla sera in cambio di una manciata di euro, e quando i lavoratori si ammalavano il più delle volte li avrebbero lasciati morire all'interno di casolari fatiscenti, anche per una banale broncopolmonite. Quest'ultima patologia è stata diagnosticata su tre o quattro dei 14 cittadini polacchi deceduti negli ultimi due anni nelle campagne del foggiano.

Sui casi di morte per broncopolmonite, già esaminati singolarmente dalla Procura di Foggia, sono ora in corso accertamenti disposti dal pm Lerario che vuole capire se vi sia un nesso di causalità tra questi e le condizioni di lavoro disumane a cui erano sottoposti gli immigrati. Dagli atti raccolti dalla procura di Bari emerge che sono oltre cento i cittadini polacchi scomparsi dopo essere giunti in Italia per cercare un lavoro.

A Modena intanto parte un'indagine sull'ipotesi di sfruttamento dei lavoratori immigrati da parte di alcune cooperative. Ad avanzare il sospetto è stato Leonardo Masella, capogruppo del Prc in regione, che ha preso spunto dai primi risultati di un recente blitz dell'ispettorato del lavoro a Modena. Secondo Masella, "dopo una denuncia della Fiom, il 16 ottobre è stato effettuato un blitz nella cooperativa Bani, che 'affittava' personale immigrato all'Atla di Bentivoglio", che produce miscelatori di gas.

Dai primi accertamenti (nella sede legale di Bani gli ispettori hanno trovato un appartamento vuoto) "il sospetto – ha spiegato Masella - è che Atla, pur di lavorare a ritmo continuo, facesse un uso improprio di giovani ragazze immigrate, relegandole a lavorare come operaie".

Masella ha chiamato in causa la giunta regionale, ricordando che per l'emersione del lavoro irregolare esistono specifiche commissioni, riconosciute anche dalla legge regionale del 2005. Il capogruppo di Rifondazione ha chiesto di far luce sulla vicenda nel modenese, dove peraltro "risultano censite, circa 180 cooperative di facchinaggio ognuna con un proprio regolamento, talvolta di poche righe".

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