Le banlieues chiuse in anniversario, Il Manifesto, 22/10/06

Le banlieues chiuse in anniversario

A un anno dalle ultime rivolte, il premier de Villepin promette «coesione», Sarkozy pugno duro
Anna Maria Merlo

Clichy-sous-bois La ricorrenza del primo anno dall'inizio dell'esplosione nelle banlieues si avvicina la rivolta iniziò il 27 ottobre a Clichy-sous-bois, dopo la morte di due ragazzini folgorati in una centralina elettrica dove si erano rifugiati per sfuggire alla polizia - e il primo ministro Dominique de Villepin è partito in quarta per mettere in scena le iniziative governative a favore della «coesione» nelle periferie difficili : ha ricevuto rappresentanti di associazioni di quartiere e di educatori a Matignon il 16 ottobre, il 17 ha visitato il quartiere «sensibile» della Guérinière, vicino a Caen in Normandia e giovedì 18 ha insediato l'Agenzia nazionale per la coesione sociale, uno «sportello unico» dotato di 50 milioni di euro l'anno con lo scopo di lottare contro le discriminazioni, l'analfabetismo e per l'occupazione delle popolazioni di origine immigrata.

Di nuovo caldo in banlieue

Queste iniziative sopravvengono mentre diversi segnali avvertono che le banlieues potrebbero tornare a rivoltarsi. E in contemporanea a de Villepin che rilanciava la «coesione» nella stessa giornata di giovedì il ministro degli interni, Nicolas Sarkozy, ha proposto che ogni aggressione di pubblici ufficiali - dai poliziotti ai pompieri - venga ormai giudicata sistematicamente in corte d'assise (quindi con pene maggiorate). E' la risposta di Sarkozy alle recenti agressioni di agenti di polizia ai Mureaux, ai Tarterêts (Corbeil-Essonne) - dove gli arresti dei presunti colpevoli sono stati spettacolarizzati, sotto gli occhi delle telecamere debitamente informate in anticipo - e soprattutto all'agguato di Epinay-suur-Seine del 13 ottobre, dove tre poliziotti sono caduti in una trappola ordita da una ventina di giovani. Uno degli agenti è stato gravemente ferito. Giovedì ci sono stati otto arresti, e in serata Sarkozy aveva finito da poco di affermare su Tf1 che «bisogna trattare come criminali» gli aggressori di «persone in divisa», quando alcuni agenti sono caduti in un nuovo agguato a Aulnay-sous-bois. Una poliziotta è stata ferita.

Carota e bastone

Il governo ricorre al bastone e alla carota, con Villepin che vuole incarnare questo secondo approccio, contro Sarkozy paladino della linea dura. Difatti, sulle spalle delle banlieues Villepin e Sarkozy giocano una parte del loro scontro in vista della designazione per la candidatura all'Eliseo. E secondo uno studio ordinato dal primo ministro, la violenza nelle banlieues resta, un anno dopo la rivolta, la prima preoccupazione dei francesi. Il ministero della cultura ha cercato un approccio diverso con l'iniziativa «rue»: le espressioni culturali urbane, dal rap alla break dance passando per i tag , sono state accolte per tre giorni lo scorso fine settimana al Grand Palais. Demagogia? Schizofrenia ? Sui Champs-Elysées, per la prima volta, le porte dell'ufficialità si sono aperte in Francia alla cultura hip-hop.

Immagini di una rivolta

Il comune dove un anno fa avevano avuto inizio le rivolte, ricorda l'avvenimento con mostre fotografiche e con un libro, appena uscito, scritto dal sindaco, il socialista Claude Dilain, che nei giorni del dramma era sempre stato in prima linea, cercando di riannodare il dialogo. Dodici fotografi noti presentano più di cento immagini di Clichysous-bois e della vita della cittadina, accanto a qualche centinaio di scatti presi dagli abitanti (all'Orangerie, place de l'Hotel de ville). Anche i muri dei condomini della cittadina sono tappezzati di immagini e di scritti.

Ma Zola non c'era

Claude Dilain racconta quei giorni roventi, la sua solitidine, le reazioni dei numerosi giornalisti venuti a vedere il luogo di origine dell'esplosione sociale : « Mentre si aspettavano di trovare Zola, scoprono degli interni di cui Robert Doisneau avrebbe potuto fotografare la bellezza semplice e dignitosa, sia dei luoghi che degli abitanti (...) E' uno dei paradossi di questa città che conosco bene da quando, come pediatra, effettuo visite a domicilio. Il contrasto tra la qualità della parte privata dell'abitazione e l'estremo degrado delle parti comuni è particolarmente sorprendente, come se non fosse la stessa popolazione che frequenta gli stessi luoghi». La mancanza di servizi pubblici Clichy-sous-bois, la diserzione dello stato, la disoccupazione, la disperazione dei giovani : « la società privilegia ormai lo stare tra simili - denuncia il sindaco - poco per volta, i territori si specializzano sociologicamente, economicamente, culturalmente.

Linea Maginot contro i poveri

Scegliere il proprio luogo di residenza significa prima di tutto scegliere i vicini e soprattutto i futuri compagni di scuola dei figli. La società si spezzetta ». Dilain denuncia l'atteggiamento che si generalizza nella società : « come lo stato maggiore dell'esercito nel '39, molti pensano che una linea Maginot possa difenderli contro la povertà ». Clichy-sous-bois accumula tutti gli handicap urbani : non è collegata direttamente a Parigi con l'Rer (rete extraurbana rapida), malgrado in linea d'aria sia a soli 15 chilometri dalle porte della capitale, ma dall'ultima stazione della rete regionale bisogna prendere un bus che si muove come una lumaca, cosi' « quando una famiglia comincia a cavarsela, ha una sola idea in testa, andarsene » dice il vice-sindaco, Olivier Klein. Poiché è difficile spostarsi quando si risiede a Clichy, diventa quasi impossibile trovare un lavoro in un altro comune, per chi non possiede un'auto. Il 47% dei circa 30mila abitanti ha meno di 25 anni, con una disoccupazione che sfiora il 40% dei giovani in certi quartieri, un terzo degli abitanti sono di nazionalità straniera.

In marcia verso Parigi

A Clichy, dove si parlano una settantina di lingue, c'era stata un tempo l'illusione di favorire l'accesso alla proprietà: solo il 30% dei condomini sono dell'istituto delle case popolari, il resto è di proprietà privata, ma i proprietari, pauperizzati, lasciano le parti comuni all'abbandono. Per il prossimo mercoledì, a Parigi, l'associazione « AC le feu » (un gioco linguistico, che all'orecchio suona: basta il fuoco) ha organizzato una marcia nella rive gauche per portare all'Assemblea nazionale un cahier de doléances delle banlieues e non solo. In un giro di Francia realizzato con un minibus in 120 quartieri e città, sono state raccolte in qualche mese più di 20mila lamentele e proposte tra i cittadini. «Abbiamo fatto il lavoro che dovrebbero fare le istituzioni», dicono a AC le feu . Chi voleva, era invitato a compilare un questionario e ad aggiungervi le proprie riflessioni e suggerimenti : tutti i problemi sfilano, la distanza tra i politici e i cittadini, la casa, la mancanza di lavoro, le difficoltà scolastiche, l'indifferenza, i continui interventi della polizia I deputati sapranno ascoltare ? E' la domanda che si pongono a AC le feu. Nei fatti, ci sono iniziative per promuovere l'occupazione nelle zone difficili : per esempio, Jacques Attali, già consigliere di Mitterrand, ha ideato un programma «Intraprendere in banlieue » per favorire la nascita di micro-imprese, finanziato da società come Orange o Sanofi.

Imprese e prefetti

Alcune grandi imprese hanno preso l'impegno di favorire « la diversità » nelle assunzioni, le grandi banche promettono più crediti per chi è in difficoltà. Intanto, quest'estate 28 prefetti si sono rivolti al ministro degli interni per denunciare la situazione, che scappa loro di mano. Le violenze contro le forze del'ordine e i rappresentanti dei servizi pubblici sono state in crescita del 30% a settembre rispetto al mese di agosto. 2390 poliziotti sono rimasti feriti dall'inizio dell'anno, l'indicatore delle violenze urbane ha registrato 76.900 casi gravi nel 2006, a settembre 1863 contro dei pubblici ufficiali, secondo i dati del ministero degli interni.

Sarkozy chiama il «popolo»

Nicolas Sarkozy ha risposto con una criminalizzazione dei responsabili, proponendo di giudicare sistematicamente in corte d'assise (dove c'è il giurì popolare perché « sarà il popolo francese a giudicare ») chi aggredisce chi porta una divisa. Se l'è presa con i giudici - in primo luogo quelli del tribunale di Bobigny, nella banlieue parigina, il più grande di Francia accusati di essere lassisti, al punto che il presidente Jacques Chirac è dovuto intervenire per difendere i magistrati e la loro indipendenza.

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