L’Asgi scrive al direttore del quotidiano "Il Tempo". Come attraverso un articolo si può alimentare il razzismo, meltingpot.org, 16/10/06

L’Asgi scrive al direttore del quotidiano "Il Tempo"

Come attraverso un articolo si può alimentare il razzismo.

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Spett. Direttore de
“Il Tempo”
Roma

L’A.S.G.I. (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), che da molti anni opera nello studio delle problematiche migratorie in Italia e nella tutela dei diritti dei cittadini migranti, esprime con la presente il proprio sdegno e la propria protesta per i contenuti dell’articolo: Un’etnia sempre in cronaca nera. Hanno il monopolio criminale di clonazione e prostituzione, apparso nell’edizione del 3 ottobre scorso del quotidiano da Lei diretto e a firma di Augusto Parboni.
L’articolo in oggetto, sebbene non citi, né faccia riferimento a fatti precisi e specifici e a fonti certe, sembra trarre spunto da fatti di cronaca relativi all’asserito coinvolgimento di gruppi o persone di nazionalità rumene in attività criminose, ma finisce per estendere all’intera comunità nazionale rumena un’immagine e caratteristiche altamente infamanti e negative, volte a suscitare nell’immaginario collettivo sentimenti di odio, paura ed intolleranza verso tale collettività ed i suoi appartenenti.
Aldilà dell’estrema violenza del linguaggio e delle affermazioni, appare inaccettabile che tale categorizzazione negativa dell’intera popolazione rumena, imposta come un assioma inconfutabile, venga fondata su un concetto, quella della “razza”, che oltre ad essere scientificamente e storicamente inesistente, richiama ideologie squalificate ed aberranti.
L’intero pezzo “giornalistico” contiene generalizzazioni “negative” che muovono appunto sul dato della “razza”, che inteso evidentemente in senso genetico e quindi immutabile, plasmerebbe l’intera nazione rumena e si confonderebbe con quest’ultima. Ne consegue, ad esempio, che l’articolista non scrive di un prossimo ingresso nell’Unione Europea dello Stato rumeno, bensì della “razza” rumena !!. Scelte linguistiche e di contenuto che appaiono inconciliabili con una coscienza democratica ed europea e possono configurare, pertanto, una gravissima violazione di precise norme deontologiche, civili e anche penali.
Riguardo alle prime, si richiama alla Carta dei doveri del giornalista, approvata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – FNSI, in base alla quale “il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità […] e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche”. La legge sull’Ordine dei Giornalisti impone nell’esercizio della professione “l’osservanza delle norme di legge a tutela della personalità altrui” e “l’obbligo inderogabile al rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e buona fede” (art. 2 l. 3 febbraio 1963, n. 69).
Riteniamo, peraltro, che l’articolo pubblicato sul Suo quotidiano possa configurare pure il reato di diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico di cui all’art. 1 a) della legge n. 205/1993, come modificato dall’art. 13 della legge 24 febbraio 2006, n. 85.
E’ principio pacifico e consolidato dalla giurisprudenza italiana ed europea che il diritto alla libera manifestazione del pensiero, tutelato dalla nostra Carta Costituzionale, non può essere esteso fino alla giustificazione di atti o comportamenti che, pur estrinsecandosi in una esternazione di proprie convinzioni, ledano tuttavia altri principi di rilevanza costituzionale ed i valori tutela dall’ordinamento giuridico interno ed internazionale”, tra cui si colloca il principio di uguaglianza e pari dignità tra le persone, a fondamento delle norme in tema di contrasto alla discriminazione etnico-razziale e ai fenomeni del razzismo (Corte di Cassazione, sez. I, sent. 28.02.2001, n. 341).
L’articolo pubblicato sul Suo quotidiano reca offesa alla dignità delle migliaia di cittadini di origine rumena che vivono in Italia, lede dunque il bene giuridico tutelato dalla norma, cioè il diritto di questi cittadini ad un regolare andamento del vivere civile, da cui derivano il senso della loro tranquillità e della sicurezza, che potrebbero -anche solo potenzialmente- essere turbati dal diffondersi di pensieri e concezioni di chiara matrice razzista.
Ci uniamo dunque alla nota di protesta inviataLe dall’Ambasciatore della Repubblica di Romania in Italia, così come da altre organizzazioni ed associazioni, e confidiamo che Vorrà promuovere i passi e le azioni necessarie per porgere le scuse e rettificare quanto pubblicato, sulla base di quanto previsto dal codice deontologico dei giornalisti in Italia. Nel contempo, confidiamo che nei confronti dell’autore dell’articolo verrà avviato il procedimento disciplinare previsto dall’art. 48 della legge sull’ordine dei giornalisti.
Distinti saluti.

Torino li 10.10.2006
Avv. Lorenzo Trucco
Presidente ASGI
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