Decreto flussi 2006 - Decreto flussi bis. ROMA, VENERDI’ 20 OTTOBRE, ORE 10,00 SIT-IN ALLA GALLERIA COLONNA

Decreto flussi 2006 - Decreto flussi bis

La miopia del governo,

i sogni e le aspettative delle donne e degli uomini immigrati

 

Venerdì 20 ottobre è prevista la discussione

in Consiglio dei Ministri del decreto flussi 2006 bis

 

ROMA, VENERDI’ 20 OTTOBRE

ORE 10,00

SIT-IN ALLA GALLERIA COLONNA

 

Il sistema delle quote programmate con cui l'Italia, attraverso il decreto flussi, riapre ogni anno i canali regolari per l'ingresso di lavoratori stranieri, la “lotteria”, la presa in giro dei lavoratori immigrati, anche quest’anno è andata in tilt.

L’ultimo decreto flussi 2006, emanato dal governo Berlusconi, aveva fissato 170.000 “quote” per motivi di lavoro. Ma le domande presentate sono state circa 520.000.

Il nuovo ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero, ha voluto un decreto di ampliamento delle quote per includere le persone rimaste fuori. Il decreto flussi 2006 bis, ancora non emanato, come gli altri prevede:

 

  • che possano ottenere il nulla osta, solo i datori di lavoro che hanno presentato la domanda entro il 21 luglio scorso;
  • che la precedenza sia data ai lavoratori di origine italiana e a quelli la cui nazionalità appartiene a paesi con cui l’Italia ha sottoscritto accordi di riammissione (cioè quelli che si riprendono gli espulsi in cambio di ingenti somme di denaro).

I lavoratori, quasi tutti già presenti nel nostro paese, dovranno aspettare ancora per molto tempo continuando a rischiare di essere espulsi, magari rinchiusi nei cpt, considerati ancora oggi “indispensabili” da una parte del governo.

Gli sportelli unici funzionano male e lentamente, rilasciano “con il contagocce” i nulla osta per i primi 170 mila stranieri rientrati nelle quote del primo decreto flussi 2006. Il rilascio dei 350mila nulla osta del decreto flussi bis rischia di avvenire in un futuro molto lontano.

Dopo il rilascio del nulla osta inizia un altra “avventura” per i lavoratori stranieri: dovranno, uscire dall’Italia senza essere notati, rientrare nei paesi di provenienza, anche qui senza farsi notare, chiedere un appuntamento, spesso tramite intermediari locali, all’ambasciata italiana del loro paese, per presentare la richiesta del visto di ingresso e se lo otterranno, entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, presentarsi presso lo sportello unico insieme al datore di lavoro, per stipulare il contratto di soggiorno.

Non tutti arriveranno alla fine di questo percorso: molti non riusciranno a lasciare l’Italia, molti non riusciranno a tornare, molti resteranno vittime degli speculatori che fanno i propri interessi con le ambasciate italiane all’estero.

Proponiamo al movimento antirazzista, all’associazionismo, alle organizzazioni che si battono per i diritti dei migranti di rispondere alle finte modifiche della Bossi-Fini proposte da Amato con una giornata di mobilitazione diffusa sul territorio, prima dell’emanazione del decreto flussi bis.

Per

  • l’eliminazione del perverso (e falso) meccanismo di incontro a distanza tra domanda e offerta di lavoro;
  • l’introduzione di un meccanismo di regolarizzazione ordinaria per tutte le persone straniere che lavorano in Italia al nero;
  • la modifica sostanziale della legislazione sull’immigrazione, ispirata a principi democratici e alla garanzia dei diritti di cittadinanza per tutti;
  • un cambiamento delle politiche migratorie e sull’immigrazione che privilegi gli interventi di inclusione sociale e le politiche di cittadinanza rispetto alle politiche di repressione dell’immigrazione.

Antirazzisti romani in rete

 

Per informazioni: Claudio 335 6984279, Grazia 349 2330284, Hamadi 333 44 08 921

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