Golfo di Aden: ancora sbarchi e vittime, unhcr.it, 6/10/06

GOLFO DI ADEN: ANCORA SBARCHI E VITTIME

Dall’inizio del mese di settembre, almeno 35 imbarcazioni di trafficanti hanno trasportato oltre 3.500 persone dalla Somalia allo Yemen, attraverso il Golfo di Aden, almeno 54 persone hanno perso la vita in questo pericoloso viaggio e 60 sono ancora disperse. Nella sola giornata del 1° ottobre, 575 persone - di nazionalità somala ed etiopica - sono sbarcate sulle coste yemenite nei pressi di Bir Ali su cinque diverse imbarcazioni.

Le persone arrivate negli ultimi giorni nello Yemen hanno riferito che a Bossasso - nello stato autoproclamatosi indipendente del Puntland, in Somalia nord-orientale - sarebbe in corso un’azione repressiva nei confronti dei trafficanti da parte delle milizie locali e della polizia. Hanno inoltre riferito al personale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che molte persone – indipendentemente dalla loro nazionalità, sesso o età – sarebbero state portate a Mogadiscio o detenute nella stessa Bossasso. Queste azioni sembrerebbero la conseguenza di un decreto emesso lo scorso 25 settembre dal presidente del Puntland, in cui veniva proibito il traffico di esseri umani.

L’UNHCR ha più volte fatto appello affinché venga intrapresa un’azione internazionale e affinché i donatori forniscano maggiori finanziamenti al fine di contrastare le cause alla radice del fenomeno del traffico di esseri umani attraverso il Golfo di Aden, azione che dovrebbe comprendere la protezione delle vittime e il perseguimento dei trafficanti. Tuttavia un’azione repressiva dovrebbe avere come obiettivo i trafficanti e non i rifugiati, i richiedenti asilo e i migranti, che vengono sfruttati dai trafficanti.

I nuovi arrivati hanno inoltre riferito all’UNHCR di essere stati condotti dai trafficanti da cosiddetti “agenti” attivi a Bossasso e di avere poi atteso anche una settimana in varie località di partenza nel Puntand. Alla fine di settembre, la somma richiesta dai trafficanti per il viaggio era scesa del 50 per cento, ma sarebbe poi salita nuovamente negli ultimi giorni, passando da 50 a 70 dollari. A seguito della repressione di Bossasso, adesso le imbarcazioni partono da altre località della costa del Puntland, che si estende per 700 chilometri.

All’inizio di quest’anno, l’UNHCR ha lanciato in Puntland una campagna di sensibilizzazione mirata a mettere in guardia i potenziali passeggeri dai pericoli derivanti dal ricorrere ai trafficanti per attraversare il Golfo di Aden. Nonostante questo impegno, molte persone continuano ad affrontare questi rischi ed alcune perdono la vita prima di raggiungere la costa.

Delle oltre 3.500 persone delle quali è stato registrato l’arrivo in Yemen dall’inizio del mese di settembre, oltre 1.900 hanno trovato sistemazione nel centro d’accoglienza gestito dall’UNHCR a May’fa, nei pressi di Bir Ali, sulla costa meridionale. Ai nuovi arrivati, che spesso giungono disidratati e seriamente traumatizzati dal viaggio, nel centro vengono forniti cibo, cure mediche e altra assistenza. In settembre circa 526 richiedenti asilo, per la maggior parte somali, sono stati trasferiti nel campo di Al Kharaz - circa 100 chilometri a ovest di Aden – dove attualmente si trovano 9.100 rifugiati e richiedenti asilo somali ed etiopici di cui si occupa l’UNHCR.

Molti dei sopravvissuti – si tratta perlopiù di uomini - citano l’insicurezza, la siccità e le difficoltà economiche in Somalia, Etiopia e Sudan, come le ragioni che li hanno spinti a lasciare i propri paesi. La maggior parte dei somali che intraprendono il viaggio verso lo Yemen proviene dalle regioni meridionale e centrale di Mogadiscio e Baidoa, mentre un numero inferiore proviene dalle aree di Juba e Shabele. Gli etiopi sono invece originari delle regioni di Addis Abeba, Shoa Arsi, Bale, Hara, Tigray, Walla e Ogaden.

Lo Yemen è uno dei pochi paesi della regione ad aver aderito alla Convenzione del 1951 sui rifugiati ed si è sempre mostrato molto ospitale con i confronti dei rifugiati. Attualmente nel paese si trovano oltre 88mila rifugiati registrati, dei quali 84mila sono somali.

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