Immigrazione, lettera Prodi/Chirac/Zapatero per iniziativa Ue, reuters.it, 25/9/06

Immigrazione, lettera Prodi/Chirac/Zapatero per iniziativa Ue

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac ed il primo ministro spagnolo José Luis Zapatero hanno sollecitato la Ue per una mobilitazione collettiva per affrontare l'emergenza immigrazione illegale.

E' quanto si legge in un comunicato di Palazzo Chigi.In una lettera inviata oggi al primo ministro finlandese Matti Vanhanen ed al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, Italia, Francia e Spagna propongono una serie di misure da discutere a venticinque durante il Consiglio europeo in Finlandia del 20 ottobre prossimo, in vista delle decisioni da prendere a Bruxelles in dicembre. Grecia, Cipro, Malta, Portogallo e Slovenia si sono già associati all'iniziativa, firmando anch'essi la lettera.

La nota aggiunge che "alla base di questo passo congiunto, che fa seguito a intensi contatti fra Roma, Parigi e Madrid, vi è la consapevolezza che il fenomeno richieda mezzi che vanno ben al di là di quelli di cui dispongono i singoli Paesi membri e quindi uno sforzo collettivo da parte dell'Unione che renda possibile affrontarlo in modo risolutivo. Fra le misure ipotizzate l'organizzazione in tempi brevi di una Conferenza a Tripoli fra Europa e Unione Africana, la rapida conclusione di accordi di riammissione e la corretta applicazione di quelli già conclusi, un maggior impegno finanziario e organizzativo da parte dell'Unione Europea e della sua Agenzia per il controllo delle frontiere esterne (Frontex), l'attuazione degli impegni assunti nella Conferenza di Rabat. Una particolare attenzione andrà posta sulle misure di carattere operativo quali i pattugliamenti congiunti, la sorveglianza marittima, gli obblighi comuni di salvataggio e accoglienza".

Nella lettera si sottolinea inoltre la necessità di prestare assistenza tecnica e finanziaria ai Paesi di origine per la gestione degli afflussi di clandestini alle loro frontiere terrestri e viene ipotizzata una disponibilità europea ad approfondire le collaborazioni proprio con quei Paesi terzi maggiormente impegnati nella lotta all'immigrazione illegale.

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