Il governo alla prova del piano carceri

di Patrizio Gonnella

Angelino Alfano e Franco IontaUna settimana difficile per il piano carceri del capo del Dap nonché commissario straordinario all’edilizia penitenziaria  Franco Ionta. Il sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti ha convinto la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati a esprimere parere negativo circa le norme presenti nel disegno di legge Alfano sulla detenzione domiciliare che riguardavano l’assunzione di duemila poliziotti penitenziari. La Commissione ha anche espresso notevoli dubbi sulla norma che prevede la possibilità per i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti di scontare la pena residua presso strutture sanitarie pubbliche o private accreditate.
"È suscettibile di determinare maggiori oneri non quantificati né coperti a carico del Servizio sanitario nazionale” - così ha dichiarato il sottosegretario.

Un altro sottosegretario, quello alla Giustizia Giacomo Caliendo, ha affermato invece che nonostante tutto e nonostante la mancata copertura finanziaria, bisogna andare avanti in quanto “su un provvedimento così importante come quello in esame bisogna assumersi delle responsabilità serie”. La presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno si è posta nel mezzo dei due sottosegretari affermando che vi è ora “la necessità di approfondire ulteriormente il parere della Commissione Bilancio e di verificare la possibilità di una riformulazione delle norme delle quali si chiede la soppressione al fine di renderle adeguate sotto il profilo della copertura finanziaria”.

Occorre, quindi, un’ampia rielaborazione del testo tenendo conto anche che la Commissione Affari Sociali, nel parere espresso sul disegno di legge sulla detenzione domiciliare, ha chiesto di escludere dal beneficio i responsabili di delitti di maltrattamenti in famiglia, prostituzione e pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, turismo diretto allo sfruttamento della prostituzione di minori, violenza sessuale e corruzione di minorenni. Il commento della capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, è stato: “La commissione Bilancio azzoppa il ddl svuota carceri e smentisce il ministro Maroni che aveva legato l’approvazione del provvedimento ad un potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine”. Infatti la Commissione ha detto no anche all’assunzione di 1500 poliziotti e 1500 carabinieri.

Sulla questione dei tossicodipendenti si aspetta invece la reazione di Carlo Giovanardi, che ha la delega governativa sul tema delle droghe e che invece più volte in passato aveva sostenuto la necessità di favorire percorsi di recupero. D’altronde il costo giornaliero di un detenuto è pari a 157 euro, molto di più rispetto al costo di un giorno trascorso presso una comunità terapeutica o un Servizio pubblico per le tossicodipendenze. Ogni giorno il totale dei detenuti costa agli italiani 10.588.708 euro. Ogni mese 317.661.240 euro. Ogni anno 3.811.934.880 euro. Se tornassimo ad avere i 43 mila detenuti corrispondenti ai posti letto regolamentari risparmieremmo 1.432.625.000 euro. Quasi un miliardo e mezzo di euro. Un pezzo di manovra.


Altri ridimensionamenti al Piano carceri sono arrivati proprio dalla manovra economica approvata dal Governo e firmata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. Sono solo 500 milioni (tratti dai soliti fondi Fas, ossia dal Fondo per le aree sotto-utilizzate) quelli previsti per attuare, anche per stralci, il programma di edilizia carceraria finalizzato a creare nuove infrastrutture o aumentare la capienza di quelle esistenti. Non saranno sufficienti a costruire tutte le carceri promesse.
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Il carcere visto da dentro

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