Intervista agli ergastolani ostativi

Dopo la lettera al Presidente della Repubblica, gli scioperi della fame collettivi, continuativi o a staffetta, i 700 ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’Uomo presentati nel novembre del 2008, gli ergastolani ostativi di tutta Italia si uniscono nuovamente in rete per denunciare e far conoscere la disumanità della loro pena. Questa volta il loro obiettivo è quello di pubblicare un libro che sarà formato da altrettante interviste. Per questo invitano giornalisti, uomini di cultura, professori universitari e chiunque lo desideri, a porre loro delle domande. Le risposte saranno pubblicate in questo libro, per la cui pubblicazione si sta interessando una nota casa editrice. Un’occasione interessante questa, soprattutto per i giornalisti, per poter formulare agli ergastolani ostativi tutte quelle domande che è spesso impossibile fare loro a causa della difficoltà della stampa ad entrare negli istituti di pena.
Chiunque fosse interessato può mandare le domande all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , queste poi saranno fatte pervenire agli ergastolani nella varie carceri italiane.
Per saperne di più sull'ergastolo ostativo ai benefici e sugli "Uomini Ombra": www.informacarcere.it    www.urladalsilenzio.wordpress.com
 
 
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Intervista agli ergastolani ostativi

 

In un noto film la protagonista diceva:

- Domani è un altro giorno, si vedrà.

No! Per gli ergastolani domani non sarà un altro giorno.

Se l’ergastolano continuerà a non fare nulla, domani sarà un giorno come quello appena trascorso.

E così sarà per l’indomani, il giorno dopo e quello dopo ancora, fino all’ultimo dei suoi giorni.

Pochi sanno che la pena dell’ergastolo di oggi non è più quella di una volta, perché ora i tipi di ergastolo sono due: quello normale, che manca di umanità, proporzionalità, legalità, eguaglianza ed educatività, ma ti lascia almeno una speranza, per quanto incerta, di poter uscire in permesso dopo 10 anni, dopo 20 anni in semilibertà e dopo 26 anni in libertà condizionale; poi c’è quello ostativo, che ti condanna a morte facendoti restare vivo, senza nessuna speranza.

Per meglio comprendere la questione bisogna avere presente la legge 356/92 che introduce nel sistema di esecuzione delle pene detentive una sorta di doppio binario, nel senso che, per  taluni delitti ritenuti di particolare allarme sociale, il legislatore ha previsto un regime speciale, che si risolve nell’escludere dal trattamento extramurario i condannati, a meno che questi collaborino con la giustizia: per questo motivo molti ergastolani non possono godere di alcun beneficio penitenziario e di fatto sono condannati a morire in carcere.

Sembra inverosimile, ma un ergastolano che ha ammazzato e violentato una o cento donne ha la possibilità di uscire, gli stessi coniugi di Erba un domani possono usufruire dei permessi, della semilibertà e della condizionale, chi invece ha ammazzato per non essere ammazzato a sua volta in una guerra fra bande in un territorio mafioso,  non potrà mai uscire.

L’ergastolano del passato, pur sottoposto alla tortura dell’incertezza, ha sempre avuto una speranza di non morire in carcere, ora questa probabilità non esiste neppure più.

Dal 1992 nasce l’ergastolo ostativo, ritorna la pena perpetua,  o meglio la pena di morte viva. Ora l’ergastolano con l’ergastolo ostativo, se non usa la giustizia per uscire dal carcere, ha la certezza di morire in carcere.

 

Negli ultimi anni gli ergastolani hanno dato vita ad alcune iniziative per porre in risalto la loro situazione:

-Una lettera al precedente Presidente della Repubblica, da parte di 310 ergastolani, con la richiesta di tramutare l’ergastolo ostativo in pena di morte;

- Diversi scioperi della fame collettivi, continuativi o a staffetta,  nei vari carceri;

- Presentazione nel novembre 2008  da parte di oltre 700 ergastolani di un  Ricorso  alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,  per chiedere in diritto l’abolizione dell’ergastolo ostativo;

- Un appello al Papa tramite una “Lettera aperta degli ergastolani al Papa Benedetto XVI” sottoscritta insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, per fare conoscere la “Morte viva” a tutti i cristiani. Le adesioni a questo appello sono tuttora in corso attraverso il sito della Comunità di Don Benzi, all’indirizzo www.apg23.org  

 

Ora gli ergastolani vogliono far conoscere l’ergastolo ostativo attraverso la pubblicazione di un libro. Per questo invitano giornalisti, uomini di cultura, professori universitari e chiunque desideri a porre loro delle domande.  

 

Le risposte saranno pubblicate in questo libro, per la cui pubblicazione si sta  interessando una nota casa editrice. Saranno inseriti i nomi e l’eventuale testata giornalistica che pone le domande, previa autorizzazione a farlo.

 

Vi invitiamo pertanto a formulare tutte le domande che avreste sempre voluto fare ad un ergastolano e che per  impossibilità (e questo a volte vale anche per i giornalisti…!) ad entrare in carcere non avete mai fatto.

Inviate il tutto all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.    e le  vostre domande saranno fatte pervenire agli ergastolani nella varie carceri italiane.

Grazie per la collaborazione.

 

Gli ergastolani in lotta per la vita

 

Per saperne di più sull’ergastolo ostativo ai benefici e sugli “Uomini Ombra” :

www.informacarcere.it    www.urladalsilenzio.wordpress.com

Adesione alla Lettera al Papa:

www.apg23.org

 

Gruppo "Urla dal silenzio" su Facebook:

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