Immigrati irregolari detenuti: una categoria a rischio. Dal Consiglio d'Europa un Rapporto su tortura e maltrattamenti

 È stato pubblicato oggi il 19° Rapporto Generale del Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d'Europa, un organismo che vede alla Presidenza il nostro connazionale Mauro Palma. I Rapporti Generali che il Cpt pubblica annualmente hanno un enorme valore, perché in essi più che altrove è racchiusa l'ormai ventennale esperienza del Comitato, che come è noto si basa su un sistema di visite periodiche e visite mirate - a oggi ne sono state effettuate circa 270 - ai luoghi di privazione della libertà dei 47 Stati membri.
È dai Rapporti Generali che si possono ricavare quelle che il Cpt, anno dopo anno e visita dopo visita, ha indicato quali condizioni di vita minimali che ogni Paese deve garantire all'interno delle proprie strutture di privazione della libertà personale. È da qui che si evince, ad esempio, la metratura minima che il Comitato considera debba essere a disposizione di ciascun detenuto all'interno della cella affinché non si parli di trattamento inumano o degradante, metratura che è stata poi ripresa dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel pronunciare le proprie sentenze al riguardo, che di recente hanno interessato, con una condanna, anche il nostro Paese.
In questo 19° Rapporto Generale, il Comitato fa il punto su quanto è stato raggiunto nei venti anni passati e si interroga sui problemi ancora aperti, primo fra tutti quello del sovraffollamento penitenziario che affligge più o meno l'intera area del Consiglio d'Europa, come la recente conferenza sul tema da questi promossa a Edimburgo ha mostrato. Quasi si rivolgesse al Governo italiano, che resta invece fermo nei propri ciechi propositi, il Cpt ribadisce oggi quel che in molte altre occasione ha avuto modo di dire: la sola edilizia carceraria non sarà mai in grado di risolvere la situazione.

Il Rapporto dà conto delle 19 visite effettuate dal Comitato tra l'agosto del 2008 e il luglio di quest'anno. Tra queste, nove sono state le cosiddette visite ad hoc, che il Cpt sceglie di realizzare con in vista uno specifico obiettivo di monitoraggio.

L'Italia compare in entrambi i sottogruppi di visite, essendo stata interessata, dal 14 al 26 settembre 2008, da una visita programmata e dettata dalla periodicità e, nel luglio 2009, da una visita ad hoc. Durante quest'ultima, la delegazione del Comitato si è soffermata in particolare sull'analisi delle recenti politiche di intercettazione di migranti irregolari nel Mediterraneo del sud e di loro respingimento verso l'Africa. Particolare attenzione è stata prestata alle garanzie offerte per assicurare che nessuno sia stato respinto verso Paesi dove ci siano fondati motivi per ritenere che possa correre il rischio di venire sottoposto a tortura o ad altre forme di maltrattamento.

Un lungo capitolo del Rapporto Generale è dedicato alle garanzie e alle condizioni detentive da destinarsi agli immigrati irregolari privati della libertà, che secondo l'esperienza del Comitato costituiscono una categoria particolarmente vulnerabile e soggetta a varie forme di maltrattamento tanto al momento dell'arresto quanto della detenzione quanto ancora al momento dell'espulsione. È per questo che il Cpt ha dedicato, nel corso di molte sue visite, un'attenzione particolare al trattamento degli stranieri detenuti - tra i quali non vanno affatto annoverati i richiedenti asilo, come ammonisce lo stesso Comitato -, sia per quanto riguarda le condizioni materiali di vita loro assicurate che per quanto riguarda le garanzie legali che ancora per quanto riguarda l'assistenza sanitaria. In questo 19° Rapporto Generale il Comitato espone organicamente le proprie conclusioni sul tema, con un'attenzione ancor più pronunciata nei confronti dei bambini.
Iscriviti alla newsletter
Acconsento al trattamento dei miei dati personali

Il carcere visto da dentro

Dona il 5x1000
AntigoneCinquePerMille

Sostieni Antigone
con una donazione