Contro il paradigma della xenofobia, di P.Gonnella, Il Manifesto 21/5/08

L’Unione Europea condanna le violenze nei confronti degli immigrati e richiama il governo italiano alla ragionevolezza e al rispetto della libertà individuale degli stranieri. Il governo italiano risponde confermando di voler fieramente introdurre il reato di immigrazione clandestina. Trapela l’orgoglio di trovarsi soli di fronte al mondo nella lotta all’immigrato. Un arroccamento nei propri angusti confini nazionali che non vedevamo dai tempi dell’Italia fascista. L’aggressione dell’Abissinia e dell’Etiopia ci portò alla condanna da parte della Società delle Nazioni ma anche di Francia e Inghilterra. L’Italia reagì orgogliosamente uscendo dalla Società delle Nazioni e preferendo l’isolamento internazionale. Poi è arrivata la Costituzione. Per vari decenni è esistito un pudore istituzionale che ha sempre impedito tracimazioni razziste. Ora si è rotta la diga del buon senso.

Sono stati i liberali europei diretti dallo scozzese Graham Watson i primi a lanciare l’allarme contro l’ondata xenofoba collettiva che ha invaso il nostro paese. Da noi per un decennio, sia a destra che a sinistra, tutti a parole si sono dichiarati liberali. Liberale si dichiarava Fini. Liberale si dichiarava Berlusconi. Liberale si dichiarava Veltroni. Liberale si dichiarava Fassino. Con questi argomenti, il liberale Fassino dichiarava ieri la propria opposizione alle decisioni del Governo: «Se l’immigrazione fosse reato penale non potresti espellere il clandestino fino a quando non è stato fatto un processo. Quindi nel frattempo te lo devi tenere in carcere. In questo modo l'espulsione immediata non la puoi fare, i tempi del processo possono essere anche non immediati…Non serve lanciare parole d'ordine soltanto per fare propaganda. La lotta alla clandestinità è un impegno comune. La vera cosa su cui dobbiamo concentrare tutti gli sforzi è migliorare i meccanismi di espulsione». Questo è il ministro degli esteri del governo ombra. Argomenti da vero liberale. Argomenti tipici di chi ha interiorizzato John Locke, Immanuel Kant, Altiero Spinelli. A dir di Fassino, il reato di immigrazione clandestina non va bene non perché sia ingiusto, immorale, inumano ma in quanto non funzionale a una rapida espulsione. Nel Partito democratico in poco tempo è stata abiurata la tradizione socialista, si richiamano le proprie radici cattoliche solo quando vengono alla luce i temi del relativismo etico, si è molto lontani dalla nobile storia liberale. Ecco la tragedia di questi tempi: un governo che attenta alla solidarietà umana, alla fratellanza, allo stato di diritto; una opposizione che ne lamenta la scarsa efficienza. Di fronte a tutto questo è necessaria una mobilitazione delle singole coscienze, una mobilitazione delle singole persone, una mobilitazione delle associazioni, una mobilitazione delle organizzazioni sindacali. Una mobilitazione che non può più farsi aspettare e alla quale associazioni e singoli stanno già lavorando in queste ore. È necessario che si costruisca una grande alleanza culturale e sociale disponibile a lavorare intensamente per rovesciare il paradigma dell’intolleranza, della xenofobia, del razzismo.


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Il carcere visto da dentro

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