La Francia verso la regolarizzazione di chi lavora, Metropoli, 28/01/08

La Francia verso la regolarizzazione di chi lavora

PARIGI – La Francia si avvia alla regolarizzazione degli immigrati senza documenti che hanno un lavoro. Niente a che vedere con le regolarizzazioni “generalizzate” messe in atto negli ultimi anni dall’Italia e dalla Spagna, sempre duramente criticate dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Ma l’effetto della nuova legge sull’immigrazione, in vigore dal 20 novembre scorso, è di fatto una notevole apertura nei confronti della “migrazione economica”: tanto è vero che la riforma messa a punto dal ministro dell’Immigrazione Brice Hortefeux consente di fatto la possibilità di regolarizzare “ad personam” (cioè dopo una valutazione caso per caso) i lavoratori stranieri.

La legge è la stessa che ha introdotto la possibilità di ricorrere al test genetico per verificare l’esistenza di una parentela nel caso dei ricongiungimenti. In linea con uno degli obiettivi apertamente enunciati da Sarkozy, quello di invertire la tendenza attuale e inaugurare in Francia una stagione dell’immigrazione "programmata": ad oggi gli ingressi per lavoro nel Paese sono appena il 7% del totale, mentre il flusso principale è costituito proprio dai ricongiungimenti. Il passo successivo sarà l’introduzione in Francia di un sistema di quote (per farlo però sarà necessaria una modifica alla costituzione attualmente al vaglio degli esperti).

L’apertura è stata concretizzata da due circolari del ministero dell’Interno, del 20 dicembre (in vigore dal primo gennaio) e del 7 gennaio scorsi. La prima consente alle prefetture di autorizzare l’ingresso in Francia degli stranieri che presentano un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o anche a termine, purché di durata superiore all’anno. La seconda estende questa possibilità anche ai lavoratori già presenti in Francia in modo irregolare.

La prima circolare elenca i tipi di lavoro che consentono agli stranieri di essere regolarizzati. Ci sono due liste distinte: una, di 152 professioni, per i lavoratori neocomunitari, cioè cittadini di quei Paesi Ue come Romania e Bulgaria per i quali le assunzioni non sono ancora state liberalizzate. La seconda (30 professioni) vale invece per gli extracomunitari. Se la prima lista comprende perlopiù lavori poco qualificati (compresi muratori e camerieri), la seconda invece comprende soprattutto figure professionali altamente specializzate: ingegneri, informatici e così via.

Non esiste un tetto al numero di stranieri da regolarizzare: i prefetti potranno decidere caso per caso. Le stime del collocamento (l’Anpe) indicano però quanti sono i posti di lavoro vacanti: si arriva a 1,4 milioni per la prima lista (quella delle professioni non qualificate), a 152mila per la seconda. In realtà i due elenchi non sono validi su tutto il territorio francese, ma la lista dei lavoro che danno accesso alla regolarizzazione varia da regione a regione sulla base dei tassi di disoccupazione e dei dati relativi al fabbisogno del mercato occupazionale.

Infine sono previste alcune notevoli aperture verso i paesi extraUe con i qual la Francia ha sottoscritto accordi bilaterali in materia di flussi migratori, come Senegal, Congo e Gabon. A questi, infatti, viene consentito di regolarizzare anche lavoratori poco qualificati: una possibilità esclusa per Algeria e Tunisia, che pure, insieme, danno origine al 30% dell’immigrazione in Francia.
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