Asilo negato a Milano, madre marocchina denuncia il Comune, La Repubblica, 15/01/08

Asilo negato a Milano, madre marocchina denuncia il Comune

MILANO - Una donna marocchina, madre di due bambini, ha deciso di denunciare il Comune di Milano "per discriminazione" per la circolare che preclude ai figli di immigrati irregolari l'iscrizione alle scuole materne. L'atto verrà depositato oggi al Tribunale civile di Milano.

"Quando ha chiesto informazioni per iscrivere la figlia più piccola le è stato risposto che non poteva perché non ha il permesso di soggiorno - spiega Livio Neri, legale della donna - . Chiediamo al Tribunale che ordini la cancellazione delle parti discriminatorie della circolare e un risarcimento simbolico per i danni morali".

L'avvocato preferisce non rivelare il nome della donna, ma ne racconta la storia. "Anni fa aveva il permesso di soggiorno - spiega -. Ma poi durante la seconda maternità ha perso il lavoro, visto che era precaria, e da allora non è più riuscita a mettersi in regola". La causa contro il Comune di Milano si basa sull'articolo 44 del Testo unico sull'immigrazione ("Azione civile contro la dicriminazione"; ndr) e sul presupposto giuridico che la condizione dei genitori non può precludere i diritti dei figli.

"I minori non sono mai in una situazione di irregolarità e non possono essere espulsi -aggiunge l'avvocato Livio Neri-. Il nostro ordinamento fa prevalere su tutto gli interessi dei bambini e in primo luogo il diritto all'istruzione". I genitori possono essere irregolari o pregiudicati, ma i figli conservano in pieno i loro diritti. "Per questo la circolare del Comune è discriminatoria -aggiunge il legale della donna-. Pone condizioni all'iscrizione che riguardano la situazione dei genitori e che non possono essere imputate ai figli".

La donna marocchina non è l'unica ad essersi sentita rispondere no dal Comune, ma solo lei ha avuto il coraggio di ricorrere al Tribunale. "Alcune associazioni che aiutiamo nell'assistenza legale (fra le quali Caritas, Casa della Carità, Naga; ndr) ci avevano segnalato tre casi - spiega Livio Neri -. Ma per ora solo lei ha deciso di difendere i diritti dei suoi figli".

(Redattore sociale)

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