Espulsioni facili, le prefetture preparano retate in tutta Italia, Il Manifesto, 02/11/07

Espulsioni facili, le prefetture preparano retate in tutta Italia
g.sal.

Neanche il tempo che il nuovo decreto anti-rumeni del governo sia pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e già le prefetture si mettono sull'attenti. Sono pronte. Non vedono l'ora di avere il potere di rimandare al loro paese rumeni e altri cittadini comunitari per «motivi di sicurezza».
A Torino già oggi il prefetto metterà a punto tutte le procedure necessarie. Mentre il sindaco Chiamparino fa il moderato: «Sgomberi rom? Sì. ma senza clamore mediatico». A Bologna se la prendono più con comodo. «Solo dopo l'esame del testo di legge potranno essere prese decisioni», dicono in prefettura. A Firenze si bruciano le tappe. La polizia snocciola dati rassicuranti: da gennaio le denunce a carico di cittadini comunitari sono salite del 35,7%, aumentati del 75% i turni straordinari delle volanti e del 220% i servizi straordinari di controllo del territorio. E' fissata per lunedì la riunione per attuare le nuove norme e ci sono già tre candidati all'espulsione forzata. Ovviamente rumeni. Il prefetto De Martino promette di agire sul fronte delle occupazioni abusive.
A Milano tuona il vicesindaco De Corato (An), uno dei primi a lanciare l'allarme «invasione dalla Romania». Ora che le sue grida sono diventate veltroniane alza la posta e anticipa Fini: «A Milano la polizia locale ha già censito un migliaio di rumeni nei campi rom, gente che chiede l'elemosina. I prefetti devono poter espellere chi non è in grado di autosostenersi oltre 90 giorni». Insomma, siamo pronti a mandare i poveracci a casa loro. Il prefetto Gian Valerio Lombardi ha disposto controlli straordinari e ha già sul tavolo qualche pratica da firmare. Si tratto solo di scegliere chi cacciare. Un maggiore senso della realtà a Napoli, dove il problema non sono i rumeni ma la camorra. La prefettura è pronta, ma il sindaco Rosa Russo Iervolino frena. Chiede che non si scateni una «caccia alle streghe» e che «tutti noi facciamo un esame di coscienza perché la violenza è sempre più diffusa anche fra gli italiani».
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