Amato, Frattini e la Libia, meltingpot.org, 12/07/07

Amato, Frattini e la Libia

Alla vigilia della condanna a morte delle infermiere bulgare e del medico palestinese, torturati per anni allo scopo di estorcere le confessioni di colpevolezza, mentre tutta l’opinione pubblica mondiale condanna il sistema giudiziario libico e l’assenza di qualsiasi garanzia di difesa nel paese di Gheddafi, non manca chi crede ancora nella necessità di collaborare con la Libia per la esternalizzazione dei controlli di frontiera ed il respingimento verso le coste libiche delle imbarcazioni cariche di migranti, intercettate nel Canale di Sicilia dai mezzi dell’agenzia europea Frontex.

Chi la pensa in questo modo da per scontato, come un male minore, che centinaia di persone, tra cui donne e bambini, vengano sistematicamente abusati dalle autorità libiche, spesso in combutta con le organizazioni criminali dei trafficanti.

Per fortuna, anche nel corso dell’operazione Nautilus, i mezzi della Marina militare italiana continuano nella loro attività di salvataggio delle vite umane a mare, anche quando sarebbe toccato a Malta o ai libici ( con i mezzi forniti dal nostro governo)l’intervento di salvataggio, o almeno questo è quello che si riesce a sapere, perchè non si può ancora escludere del tutto che una parte delle carrette del mare scomparse dopo avere lanciato un sos, siano state respinte verso la Libia, piuttosto che affondate.

Ma anche il destino che attende i migranti respinti in Libia è tragico, come è confermato dai tragici appelli che giungono dai settecento riciedenti asilo provenienti dal Corno d’Africa e rinchiusi nel carcere di Misurata, dove uomini, donne e bambini, nella più totale promiscuità, vengono sottoposti quotidianamente ad abusi di ogni genere.

Malgrado tutto questo, Amato e Frattini un giorno fanno finta di litigare sui mezzi da fornire all’agenzia Frontex per i pattugliamenti congiunti ed i rimpatri dei migranti irregolari dalla Libia verso i paesi di provenienza, ed il giorno successivo lamentano all’unisono la scarsa collaborazione delle autorità libiche nelle operazioni di respingimento collettivo, vietato da tutte le convenzioni internazionali, verso i porti della Libia. E nel frattempo in Europa si cominciano a fare i conti per scoprire quanto costano le operazioni militari di "lotta" all’immigrazione clandestina affidate all’Agenzia Frontex, a fronte dei ridicoli, ma spesso anche assai tragici, risultati ottenuti in Atlantico ed in Mediterraneo.

Ed un funzionario di Frontex dichiara al Times che i pattugliamenti congiunti sono partiti senza che fossero ancora chiare le regole di ingaggio e le competenze per le operazioni di salvataggio. Insomma, l’improvvisazione e la disinformazione al potere, allo scopo di diffondere cortine fumogene per tranquillizzare le popolazioni ricche dei paesi europei, sottoposte ogni giorno ad uno tsunami politico e mediatico che diffonde continui allarmi sicurezza per nascondere le politiche di esclusione e di sfruttamento a danno dei migranti come delle fasce più deboli dei cittadini europei. Nel silenzio più totale dei centro-sinistri governi europei.

Fulvio Vassallo Paleologo,Università di Palermo
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Il carcere visto da dentro

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