Istat, in Italia più residenti e bambini, decisiva la presenza degli stranieri, La Repubblica, 05/07/07

L'istituto di statistica evidenzia il ruolo degli immigrati
Ritorno l'emigrazione dal Sud al Nord, culle di nuovo "piene"

Istat, in Italia più residenti e bambini, decisiva la presenza degli stranieri

ROMA - Ci sono gli immigrati alla base della crescita della popolazione italiana. Sia che si parli di residenti che di nuovi nati. E, dopo anni, si torna al passato, con un prepotente aumento di chi si sposta per lavoro da sud a nord. E' quanto emerge dal bilancio demografico annuale dell'Istat che rivela come il rapporto tra italiani e stranieri nel nostro paese si sia assestato nel 2006 su 5 immigrati ogni 100 residenti. Forti le differenze tra nord e sud: nel nord-est il rapporto sale a 7,2 stranieri ogni 100 italiani.

Aumentano i residenti.
Secondo l'Istat nel 2006 l'aumento dei residenti è stato dello 0,6% grazie agli immigrati. Lo scorso anno, infatti, la popolazione complessiva risultava pari a 59.131.287 unità, mentre alla stessa data del 2005 ammontava a 58.751.711: una crescita di 379.576 unità, dovuta in gran parte al flusso migratorio. Complessivamente la variazione di popolazione è stata determinata dalla somma delle seguenti voci di bilancio: il saldo del movimento naturale pari a +2.118 unità, il saldo del movimento migratorio con l'estero pari a +222.410, un incremento dovuto alle rettifiche post-censuarie e al saldo interno pari a +155.048 unità.


Famiglia.
La popolazione residente in Italia al
31 dicembre 2006 vive per il 99,4 per cento in famiglie. Secondo l'Istat le famiglie anagrafiche sono 23milioni e 900 mila circa. Il numero medio di componenti per famiglia risulta pressoché invariato rispetto all'anno precedente ed è pari a 2,5. La popolazione residente nelle convivenze si concentra nel Nord e nel Centro.

Torna l'emigrazione al Nord.
Gli italiani del Sud in cerca di lavoro tornano a migrare al Nord come accadeva anni fa. Nel corso del 2006 i trasferimenti di residenza interni abbiano coinvolto circa 1 milione e mezzo di persone e sono caratterizzati da uno spostamento di popolazione dalle regioni del Mezzogiorno a quelle del Nord e del Centro. Un flusso migratorio dovuto anche agli stranieri residenti nel nostro Paese, che seguono una direttrice simile a quella delle migrazioni degli italiani, ma presentano una maggior propensione alla mobilità. E' il Nord-est l'area più attrattiva, con un tasso pari all'8,5 per mille, soprattutto per le immigrazioni dall'estero. Segue il Centro (6,8 per mille). Il Sud perde popolazione a causa delle migrazioni interne, costituite prevalentemente da italiani che trasferiscono la propria residenza nelle regioni centro-settentrionali.

A livello regionale, l'Emilia Romagna risulta essere la regione piu' attrattiva (10,4 per mille), seguita nel Nord da Trento (8,4 per mille), dal Friuli-Venezia Giulia (7,8 per mille), dalla Lombardia e dalle Valle d'Aosta (7,3 per mille) e nel Centro da Toscana (7,4 per mille), Umbria e Marche (7,3 per mille).

Più bambini.
Nel corso del 2006 sono infatti nati 560.010 bambini, 5.988 in più rispetto all'anno precedente. Sono soprattutto le regioni del Centro e del Nord a veder aumentare i fiocchi azzuri e rosa mentre nel Sud e nelle isole rimane la tendenza alla diminuzione dei nuovi nati. Una tendenza che è da mettere in relazione alla meggior presenza di stranieri regolari.

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