Operazione Nautilus. Pattugliamenti anti-clandestini. Ma gli sbarchi continuano: ieri 200 arrivi, immigrazione.biz, 26/06/07

Operazione Nautilus. Pattugliamenti anti-clandestini. Ma gli sbarchi continuano: ieri 200 arrivi

Il Canale di Sicilia sorvegliato speciale

È pressoché impossibile fronteggiare adeguatamente il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Il concetto di «fronteggiare» uno dei fenomeni che vede impegnati un numero elevatissimo di uomini e mezzi dello Stato in una lotta impari a dei costi altissimi sta facendo emergere i limiti che il governo italiano e l’Europa hanno nel creare delle leggi adeguate – e soprattutto attuali – per consentire a quanti rischiano la vita in mare a bordo di una motovedetta o di un elicottero per salvare persone, di potere appunto dare aiuto concreto a chi tenta di raggiungere le nostre coste.

Per molti questa mancanza di norme è un buco legislativo imperdonabile. La logica imporrebbe di pensare a livello europeo.
Nella realtà, però, non esistono leggi che in qualche maniera diano delle direttive in materia di immigrazione clandestina.

Lo dimostra anche il fatto che ogni Stato membro, applica le leggi proprie.
Una mancanza, questa, che in qualche modo rende inutili anche i servizi congiunti che si attuano nel Mediterraneo. Come l’operazione Nautilus: un brulicare di mezzi navali italiani, olandesi, francesi, tedeschi, maltesi, greci e britannici che, da ieri, stanno pattugliando i limiti delle acque internazionali a sud-est della Sicilia per fronteggiare il fenomeno della immigrazione clandestina.

Quando ci si trova di fronte un barcone carico di immigrati, non è possibile fare altro che attenersi alle leggi del mare (le uniche che valgono per tutti), che prevedono il salvataggio di quanti sono in pericolo di vita.

Ma in queste ultime settimane le domande che ci si pone sono altre: di chi è la responsabilità per le tragedie che continuano a verificarsi in mare? E quando i politici europei decideranno di porre un freno a questo eccidio annunciato?

A conferma di ciò, non accenna ad arrestarsi l’ondata di sbarchi di clandestini, quasi sempre nordafricani, sulle coste siciliane. Arrivano su piccolissime imbarcazioni e non si esclude che si tratti di barche a perdere, utilizzate da una nave-madre per liberarsi del carico umano.

Ieri 110 clandestini (una ventina minori) su tre diversi gommoni sono stati avvistati a sud di Lampedusa e tratti in salvo da motovedette della Guardia costiera e da navi della Marina. Sempre nella giornata di ieri gli uomini della capitaneria di Porto di Pozzallo e della squadriglia della Tenenza della Guardia di Finanza di Pozzallo hanno recuperato ben 82 clandestini (fra cui 5 donne e due bambini) che viaggiavano a circa 25 miglia dalla costa su tre «gusci di noce », barche lunghe sei metri e larghe due metri.

Molte le similitudini: oltre al tipo di imbarcazione, anche il fatto che viaggiavano con un carico umano quasi uguale: 28, 27, 28. Le tre imbarcazioni sono stati rimorchiate e portate in porto:
quindi i clandestini (quasi tutti in buone condizioni) sono stati sistemanti nei locali della dogana; stamane saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Prima Cassibile (SR).

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Il carcere visto da dentro

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