I cadaveri che «massacrano» Lampedusa, Il Manifesto, 19/06/07

I cadaveri che «massacrano» Lampedusa
Massimo Giannetti

Ventritré cadaveri raccolti in mare il mese scorso, altri dodici tra domenica e ieri. A sud di Lampedusa in queste ore se ne stanno cercando ancora due, quelli che mancano all'appello dell'ultimo naufragio di cui si è avuta notizia. Cadaveri che galleggiano, gli ultimi da almeno tre giorni, che una volta avvistati, raccolti e poi avvolti tra gli stracci per coprire i loro corpi scarnificati e morsi dai pesci, non trovato accoglienza nel cimitero della «perla» turistica delle Pelagie. Qui anche da cadaveri i fantasmi sono sgraditi, fanno «spavento», molto più spavento dei tanti «clandestini» che una volta approdati vivi nell'isola, vengono trasferiti di nascosto nel Cpt facendoli passare lontano dalle strade dei turisti. Questa è da anni la regola di Lampedusa, dove ieri, però, il neosindaco Dino De Rubeis, del Movimento autonomista di Raffaele Lombardo, a capo di una giunta con una vicesindaca della Lega (Angela Maraventano, quella che ad ogni estate si incatena al molto protestando contro l'arrivo degli appestati) ha voluto subito distinguersi dai suoi predecessori: ha infatti «diffidato le testate giornalistiche e i Tg nazionali che hanno diramato la falsa notizia a non nominare più indebitamente la nostra isola». La presunta «falsa notizia» che ha fatto saltare i nervi al primo cittadino è il titolo che ieri mattina campeggiava sui giornali: «Morti nelle acque di Lampedusa», in riferimento agli undici cadaveri recuperati domenica a 65 miglia dell'isola. Per il sindaco quei cadaveri erano nel mare di competenza maltese e «non è assolutamente giusto continuare a massacrare la nostra isola con notizie allarmistiche riferite a Lampedusa». Insomma, «parlare di tragedia nelle acque di Lampedusa è una inesattezza enorme. - è l'acuta lezione di giornalismo del primo cittadino - Così come sono enormi le ripercussioni sulla stagione turistica, messa a repentaglio dalla notizia infondata del ritrovamento dei cadaveri nelle acque delle vacanze».
Il sindaco De Rubeis ha ovviamente espresso «commozione e solidarietà per le vittime trovate in mare».
Iscriviti alla newsletter
Acconsento al trattamento dei miei dati personali

Il carcere visto da dentro

Dona il 5x1000
AntigoneCinquePerMille

Sostieni Antigone
con una donazione