Malta non vuole i naufraghi, Il Manifesto, 29/05/07

Immigrazione
Malta non vuole i naufraghi
Malta

Non si placa il caso diplomatico legato ai 26 immigrati trovati aggrappati a una rete per i tonni e soccorsi sabato scorso dal peschereccio spagnolo Monfalcon tra Malta e la Libia. Il governo maltese ha ribadito che non accoglierà gli immigrati, sostenendo che la competenza è delle autorità di Tripoli. Da sabato scorso sono in corso trattative diplomatiche tra La Valletta, Madrid e Tripoli, che non hanno però dato alcun esito. «Malta - aggiunge il ministro Borg - non può accogliere tutti i clandestini che dichiarano di non volere ritornare in Libia. La competenza non è nostra, non possiamo farci carico di responsabilità altrui». La vicenda del Monfalcon è analoga a quella del peschereccio spagnolo Francisco Catalina, bloccato nel luglio scorso per una settimana davanti alle coste maltesi dopo avere soccorso 51 persone. Una situazione che si sbloccò solo dopo la decisione di alcuni paesi Ue, tra cui l'Italia, di accogliere gli immigrati.
Il comportamento del governo maltese ha provocato la ferma protesta del Consiglio italiano rifugiati, per il quale «il comportamento maltese, un Paese da 3 anni membro dell'Unione europea e quindi vincolato in modo particolare da tutte le norme comunitarie, è una vergogna per tutto il continente». Il Cir è allarmato anche «per la sorte di altri 53 cittadini africani avvistati su un'imbarcazione una settimana fa dalle forze militari maltesi e da allora scomparsi nel nulla. La condivisione degli oneri e la solidarietà necessaria con un piccolo paese come Malta è e deve essere affrontata urgentemente in sede comunitaria, però questo non può in ogni modo essere una scusa per non rispettare le regole elementari di qualunque società civile che impongono di salvare in primo luogo le vite dei naufraghi».
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