Più diritti per i detenuti. Il Lazio vara la sua legge, di M.Incagnola, Liberazione 24/5/07

«La sicurezza si costruisce assicurando i diritti a chi vive ai margini della società». E' così che l'assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, ha salutato l'approvazione ieri in Consiglio della legge sul carcere denominata "Sostegno della popolazione detenuta" di cui è primo firmatario. Un legge che introduce novità importanti in materia di sanità, formazione professionale e trattamento dei detenuti.

Più diritti per i detenuti
Il Lazio vara la sua legge

Prc: «La sicurezza si costruisce garantendo tutti»  

 

Marco Incagnola
«La sicurezza si costruisce assicurando i diritti a chi vive ai margini della società». E' così che l'assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, ha salutato l'approvazione ieri in Consiglio della legge sul carcere denominata "Sostegno della popolazione detenuta" di cui è primo firmatario. Un legge che introduce novità importanti in materia di sanità, formazione professionale e trattamento dei detenuti. Era stato il Presidente Napolitano ad invocare trattamenti più umani nell'ultima visita a Rebibbia. «Un passo avanti importante - ha commentato Arturo Salerni, responsabile nazionale carceri del Prc - così si afferma un presenza della Regione e degli enti locali che può favorire il miglioramento di vita nelle carceri e il reinserimento sociale dei detenuti».
La legge prevede nello specifico il passaggio di competenze in materia di sanità dall'amministrazione penitenziaria al Servizio sanitario nazionale. Così come era contenuto nell'impianto legislativo proposto dall'allora ministra alla Salute Bindi e approvato dal Parlamento nel 1999. Il Lazio era stato individuato come una delle prime regioni in cui avviare le fasi sperimentali. Indicazioni cadute nel vuoto in epoca Storace, fatta eccezione per il solo settore delle tossicodipendenze. Ora le Asl dovranno attrezzarsi per assicurare la prevenzione, la cura, la diagnosi, la terapia. La Giunta regionale del Lazio dovrà inoltre approvare un progetto-obiettivo triennale per la salute dei detenuti con mappe di rischio, obiettivi di salute da raggiungere, modalità organizzative del servizio sanitario presso gli istituti, criteri e modalità per l'assistenza di base, specialistica e ospedaliera, programmi di formazione e di aggiornamento specifico degli operatori e di assistenza medico-specialistica. Per quanto riguarda il lavoro e la formazione professionale, invece, la legge intende favorire l'accesso al lavoro di persone in esecuzione penale. Garantiti sgravi fiscali per coloro che intenderanno proporre contratti di lavoro a detenuti. La "legge Nieri" promuove anche la partecipazione di persone in esecuzione penale a programmi e iniziative, in particolare sotto forma di cooperazione, di imprenditorialità e autopromozione sociale. Ogni anno la Giunta redigerà il piano annuale per la formazione professionale negli istituti. Il piano sarà preceduto da una ricognizione dei bisogni formativi della popolazione detenuta e terrà conto dell'offerta formativa pubblica e privata esistente e delle esigenze specifiche del mercato del lavoro.
Sono previsti anche una serie di interventi a sostegno del ricorso a misure alternative. A tal fine sarà potenziato il sistema integrato di rete sociale e finanziate attività culturali in coordinamento con l'amministrazione penitenziaria. Ma tra i diritti universali c'è anche quello allo studio. Con la creazione di poli universitari all'interno degli istituti penitenziari i detenuti potranno avere libero accesso al sapere e costruirsi un percorso di studio riconosciuto dallo Stato. La legge ha riscosso l'apprezzamento del Ministero della Giustizia che si espresso per mezzo del sottosegretario Manconi: «Si tratta di una normativa importante che si muove in perfetta sintonia con le politiche in materia penitenziaria del ministero della Giustizia che mostra sensibilità nell'assunzione di responsabilità soprattutto in materia di sanità penitenziaria». Dello stesso avviso anche l'associazione Antigone che tramite il Presidente Patrizio Gonnella ha definito il provvedimento «di straordinaria importanza anche per la previsione di assunzione di nuovi operatori sociali che andranno ad affiancare lo scarso numero oggi presente all'interno degli istituti». Per l'associazione Papillon «la legge segna un passaggio importante sulla strada della certezza del diritto che può e deve coniugare la sacrosanta richiesta di sicurezza dei cittadini con le indispensabili riforme del nostro sistema penale e penitenziario, a tutti i livelli». Il Lazio, con questa legge, si pone all'avanguardia in Italia», ha commentato il Presidente Marrazzo. «In questo modo si dà attuazione al dettato costituzionale sulla funzione della pena», ha aggiunto Ivano Peduzzi capogruppo regionale del Prc. Il centro sinistra non ha allergia di fronte al tema della sicurezza - ha chiosato Daniele Fichera assessore agli Affari Istituzionali - anzi vuole garantire la sicurezza a tutti, specialmente alle fasce sociali disagiate, visto che i ricchi la sicurezza se la possono garantire a pagamento».

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