Bologna, il Comune rinvia sulla moschea, Metropoli, 24/05/07

Bologna, il Comune rinvia sulla moschea

Non c'è ancora a Bologna il via libero definitivo alla costruzione della nuova moschea. La giunta ha infatti accolto alcune richieste dell'opposizione. Il Consiglio comunale chiederà al Centro islamico di aderire anche alla Carta comunale dei diritti e doveri per una civile convivenza. Il Centro risponderà per scritto, "per presentare in maniera chiara e trasparente" la nostra posizione di Elisabetta Norzi

BOLOGNA – Il Centro di cultura islamica di Bologna ha preso un impegno preciso: rispondere per scritto a tutte le domande del Consiglio comunale sulle attività, i finanziamenti e la gestione della nuova moschea che dovrebbe sorgere alla periferia della città, nell'area del Caab, il Centro agroalimentare (mercato ortofrutticolo). La decisione è stata presa dopo l'esame del “pacchetto moschea” discusso ieri tra consiglieri comunali e rappresentanti del Centro islamico.

“Abbiamo deciso di mettere tutto nero su bianco – spiega Radwan Altounji, presidente del Centro di cultura islamica – perché rimanga un chiaro e trasparente documento scritto delle posizioni del Centro”. L'obiettivo, infatti, è quello di coinvolgere più persone possibili nel progetto, in modo che diventi un percorso condiviso, da tutte le forze politiche: “Valutiamo in maniera molto positiva – tiene a precisare Altounji – la decisione del Comune di aprire il confronto con l'opposizione e accogliere anche le loro richieste. Non abbiamo certamente preso il comportamento del Comune come una marcia indietro rispetto agli accordi presi per la costruzione della moschea. E' nel nostro interesse, anzi, portare avanti il progetto con l'appoggio di tutte le forze politiche, anche perché si possa capire meglio di che cosa si tratta. Vogliamo condividere il più possibile”.

L'assessore all'Urbanistica, Virginio Merola, nei giorni scorsi ha infatti detto sì alla proposta de La Tua Bologna di chiedere al Centro di cultura musulmana, oltre alla firma della Carta di Giuliano Amato, anche quella della Carta dei diritti e dei doveri per una civile convivenza (voluta dalla precedente amministrazione di centro-destra). E soprattutto, ha aperto alla possibilità di creare una Fondazione per rendere più trasparenti i finanziamenti alla comunità musulmana, come chiesto da Alleanza nazionale. “Con il documento che intendiamo preparare – conclude Altounji – andremo ben oltre le Carte. Toccheremo e approfondiremo moltissime questioni in più”.

La costruzione della moschea (seimila metri quadrati edificabili, compresi 500 posti auto, su un'area di 52 mila) aveva ottenuto il via libera dal Comune l'8 maggio scorso. Con un vincolo, però: una commissione paritetica di garanzia composta da sei rappresentanti, tre eletti dal Comune e tre dal Centro islamico, con l'incarico di vigilare sulle attività non religiose (ad esempio la programmazione di eventi culturali) e sui canali di finanziamento. Il terreno è stato concesso dal Comune (attraverso “una permuta alla pari”) in cambio dell'area dell'attuale Centro islamico in viale Felsina, che sarà usata per ampliare un istituto scolastico.

Intanto la Lega Nord ha annunciato che, dal primo al 13 giugno, organizzerà banchetti in via d'Azeglio per ribadire le motivazioni del no alla moschea e per presentare il quesito referendario. “Il Comune di Bologna – ha sottolineato Maurizio Parma, capogruppo in Regione della Lega – sta facendo un grave errore continuando a insistere affinché venga realizzata la nuova moschea. Di fronte a un progetto di così ampie dimensioni, tale da comportare un cambiamento sia dal punto di vista urbanistico che sociale, l'amministrazione di Bologna non può rifiutare il confronto con la cittadinanza, confronto che passa attraverso il referendum”.

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