Roma, accordo tra Comune e comunità cinese, stranierinitalia.it, 14/05/07

Roma
Accordo tra Comune e comunità cinese
Veltroni: "Basato sulla coesistenza tra integrazione e legalità, può essere un modello anche per le altre città".
Ecco il testo

ROMA - Impegni reciproci. Da un lato, a rispettare le regole, aprirsi al confronto con gli italiani e contribuire al decoro del quartiere. Dall'altro, a favorire l'integrazione di quella che è considerata una delle comunità più "chiuse", attivando corsi di italiano, traducendo e spiegando norme spesso violate perché non comprese. E la volontà, comune, di non creare quartieri-ghetto.

Sono i temi principali del protocollo d'intesa firmato venerdì scorsotra il Comune di Roma e la comunità cinese. Sullo sfondo, il multietnico quartiere dell'Esquilino e la voglia di evitare che anche qui si accumulino le tensioni esplose un mese fa a Milano in via Paolo Sarpi.

Nel testo, firmato dall'assessore alla sicurezza Jean Leonard Touadi e da Chen Shao Min, rappresentante della comunità cinese , quest'ultima di si impegna a "rispettare rigorosamente le leggi e lavorare nel rispetto della legalità, continuando ad educare e a formare le nuove generazioni a tali principi". Si citano le norme che regolano il commercio (carico-scarico, raccolta imballaggi, divieto vendita all'ingrosso ecc.), e interventi per l'istallazione di "insegne con scritta italiana" o per contribuire alla pulizia delle strade in cui si trovano i negozi.

Un altro punto dell'accordo prevede che la comunità cinese si adoperi "per l'integrazione culturale con i cittadini italiani, ricercando congiuntamente tutte le forme di collaborazione culturale e sociale che producano senso di appartenenza e coesione sociale". In quest'ottica, si eviterà la "diffusione di comportamenti tesi alla formazione di nuovi quartieri mono-etnici", contro i quali lavorerà anche il Comune, creando soluzioni "urbanistiche e abitative" adeguate.

Dal suo canto, il Campidoglio s'impegna ad attivare corsi per "l'apprendimento della lingua italiana e di quanto previsto dalla normativa sopratutto in tema di integrazione, legalità e commercio". In collaborazione con l'università verrà creato uno "sportello di educazione interculturale e formati "mediatori di lingua madre cinese da inserire nel registro comunale dei mediatori culturali".

Il Comune vuole inoltre "favorire ulteriormente la riqualificazione delle attività commerciali e artigianali presenti nel rione", con controlli urbanistici sulla trasformazione dei negozi e con "un'opera di consulenza sulla messa in regola degli stessi". Infine, si propone di facilitare maggiormente la comunicazione tra istituzioni e comunità straniere, "traducendo leggi e regolamenti in lingua cinese".

"Spero che questo protocollo di intesa siglato oggi con la Comunità cinese possa diventare un modello, un prototipo anche per le altre città" ha detto il sindaco di Roma, Walter Veltroni. "Si tratta di un atto molto importante perché corrisponde a un'idea di modello basato sulla coesistenza tra integrazione e legalità. E' proprio questo che ci ha permesso di non avere quartieri monoetnici".

Scarica
Protocollo di intesa tra Comune di Roma e Comunità Cinese

 

 

Elvio Pasca

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