Libro bianco sulla legge Fini - Giovanardi

 Illustrazione e commento aggiornati con i dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative della legge 49/2006.

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Proposte per la decarcerizzazione dei tossicodipendenti

Le proposte commentate di Antigone, CNCA, Forum Droghe e Gruppo Abele per favorire la  decarcerizzazione delle persone tossicodipendenti autrici di reato.

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Sesto rapporto sulle condizioni di detenzione in italia
Indice del VI Rapporto
Sintesi del sesto rapporto sulle carceri e della prima relazione del difensore civico di Antigone
 

Il Punto

Violentato in carcare
Intervista a Patrizio Gonnella TG3

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Diciotto anni, violentato per giorni da tre detenuti. Il direttore del carcere: “i responsabili sono stati trasferiti. troppi i detenuti”.

Stefano AnastasiaIda Dominijanni di Radio 3 Rai intervista Stefano Anastasia, fondatore e difensore civico di Antigone 

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Patrizio GonnellaCelle sovraffollate e violenze diffuse sembrano, a leggere le notizie di questi giorni, la regola nelle carceri italiane. Ma al governo non viene in mente di meglio che costruire nuove prigioni.

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Mai dire Mai

 
Sabato 7 marzo 2009. Siamo a Reggello, nelle colline intorno a Firenze, per ritirare un premio ad un Concorso Letterario Nazionale di Poesia. Ma il premio non è per noi, è di Carmelo Musumeci...continua

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Roma, 16 dicembre 2009 - Morire in carcere

Magistratura democratica
in collaborazione con
Associazione Antigone
Gruppo Abele
Libera
Psichiatria democratica
Ristretti Orizzonti
SEAC (Coordinamento enti e associazioni di volontariato penitenziario)


VIVERE E MORIRE IN CARCERE


Roma – Fondazione Basso – via della Dogana vecchia 5
16 dicembre 2009, ore 15.00 – 19.00

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Roma, 18 dicembre 209 - Massima insicurezza
 
Roma, 10 dicembre - I Diritti umani per le popolazioni indigene e non solo
 
Si allunga l'elenco dei suicidi in carcere, Un detenuto si impicca a Sondrio

Dodici morti nei penitenziari italiani nel mese di novembre, 159 dall'inizio dell'anno. 65000 in tutto i detenuti in Italia

SONDRIO (27 novembre) - Un detenuto nel carcere di Sondrio si è tolto la vita impiccandosi ieri sera intorno alle 20. A dare l'allarme al 118 sono stati gli agenti di polizia penitenziaria, ma quando il personale sanitario è intervenuto sul posto non c'era più nulla da fare. Per il suicidio l'uomo avrebbe usato una sciarpa o la cintura dell'accappatoio. Si allunga così l'elenco dei morti in carcere delle ultime settimane.

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OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE
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Radicali Italiani, Ass. “Il Detenuto Ignoto”, Ass. “Antigone”, Ass. A “Buon Diritto”, “Radiocarcere”, “Ristretti Orizzonti”

 

Ieri è avvenuto il 67° suicidio in carcere dall’inizio dell’anno: siamo sempre più vicini al massimo storico, che risale al 2001 (69 casi). Il totale dei detenuti morti nel 2009 sale a 169.

Nel carcere “San Michele” di Alessandria è stato ritrovato morto, Ciro Ruffo, 35 anni, detenuto per reati di criminalità organizzata che aveva da poco iniziato a collaborare con i magistrati.
Ciro Ruffo, proveniente dal carcere di Ariano Irpinio, era arrivato al “San Michele” lunedì sera, quindi poche ore prima di morire.
Sabato scorso aveva chiamato la moglie dicendole: “Devo darti una bella notizia: sono arrivate le carte del trasferimento, le aspettavo da quindici giorni. Da lunedì sono più vicino a te, ci vedremo più spesso”.
La moglie dichiara: “La direttrice mi ha comunicato che lo hanno trovato impiccato, ma non è vero. Ho visto il corpo all’obitorio del cimitero di Alessandria ha il naso rotto, un livido sotto l’occhio destro, tanti altri lividi sulla schiena, sulla pancia, in faccia. Ha perso sangue dagli occhi e dalle orecchie. È stato pestato”.

Dall’inizio dell’anno questo è il terzo suicidio che avviene nella Casa di Reclusione di Alessandria (dove sono ristretti 384 detenuti, per una capienza regolamentare di 263 posti): il 26 aprile scorso si è tolto la vita Franco Fuschi, 63 anni, ex agente segreto, in carcere per traffico di armi, mentre il 17 gennaio morì Edward Ugwoj Osuagwu, 35 anni, nigeriano coinvolto in vicende di droga.

Ma la morte di Ciro Ruffo presenta alcune strane analogie anche con quella avvenuta lo scorso 17 novembre nel carcere di Palmi (Rc), dove Giovanni Lorusso, 41 anni, fu ritrovato cadavere con un sacchetto di plastica infilato in testa e riempito di gas: entrambi i detenuti provenivano dal carcere di Ariano Irpino (Av) ed erano appena arrivati in un nuovo istituto. Inoltre, a detta dei parenti, non avevano alcun motivo apparente né avevano mai manifestato l’intenzione di suicidarsi. Infine, entrambi i corpi, restituiti alle famiglie, risultano “segnati” da ferite.

 

Statistiche: Riparazioni pecuniarie per ingiusta detenzione ed errore giudiziario

                    Statistiche aggiornate sulla popolazione detenuta

                    Morti in carcere

 

Il suicidio di Massimiliano Menardo, 36 anni, avvenuto l’altro ieri nel carcere di Sondrio porta a 66 il numero dei detenuti suicidi dall’inizio dell’anno, avvicinando sempre più al “record” storico di 69 casi registrati nel 2001, mentre il totale dei morti “di carcere” sale a 160.

La combinazione data dal sovrannumero di carcerati e dalla scarsità di personale penitenziario sta determinando una situazione insostenibile, dove oramai le morti di detenuti hanno cadenza quasi quotidiana.

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15 dicembre 2009, Roma - Le due facce della giustizia
Ore 18-20, presso la  Libreria  360° Sud, via Toscani, 11 (Monteverde) incontro con  le associazioni Antigone, A Buon Diritto, con  Gianluca Peciola, consigliere Provinciale, e i consiglieri Alfredo Toppi (Roma 15),  Massimiliano Ortu e Marco Giustini (Roma 16).

I recenti episodi di criminalizzazione dei movimenti sociali, dagli esiti dei processi di Genova 2001   agli arresti all’ex scuola occupata “8 marzo” di Magliana, alla morte di Stefano Cucchi e di altri detenuti, “all'affaire Marrazzo", segnano una nuova tappa della gestione autoritaria dei conflitti sociali. Un  quadro fosco di scarsa trasparenza degli apparati di controllo e di repressione,  che vede emergere forti connessioni e complicità tra poteri centrali ed in cui - alla  impunità dei potenti - corrisponde la persecuzione di chi lotta e dei più deboli.
 
Le due facce della giustizia
La teoria della stigmatizzazione sociale è stata perfettamente realizzata nella vicenda della scuola romana occupata “8 marzo”. I fatti processuali hanno visto come protagonisti cinque ragazzi impegnati con altri, in un’occupazione di un edificio pubblico abbandonato.
L’ambientazione è quella di una classica periferia romana. Oramai due mesi addietro (14 settembre), un numero di carabinieri così numeroso da far pensare a un’operazione antimafia arresta, nel quartiere della Magliana, cinque persone, in prevalenza giovani, e a quattro di loro, con i tipici eccessi della custodia cautelare, viene fatta “assaggiare” l’esperienza, non propriamente educativa, del carcere...leggi tutto
 
Dichiarazione di Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone
Caso Cucchi: “e allora chi è stato?”.

“La Unity Risk Management della Asl Roma B ha assolto i medici prima che fosse conclusa l’indagine della magistratura. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha anch’essa assolto gli agenti di polizia penitenziaria prima di conoscere gli esiti del processo penale. Medici e poliziotti penitenziari sarebbero quindi per la Asl e il Dap non responsabili. E allora chi è stato a pestare Cucchi? Chi lo ha tenuto in sostanziale isolamento sanitario? Di solito non si usa tanta celerità nei procedimenti amministrativi. Si usa aspettare per motivi di opportunità il processo. Evidentemente ha prevalso lo spirito di corpo. Speriamo che i giudici dicano presto la loro e che la verità venga a galla. Va fatto nel rispetto della famiglia, dell’habeas corpus e dello stato di diritto.”
 
La legge sulle droghe e le carceri che scoppiano. Presentato a Torino il Libro Bianco sull’applicazione della Fini Giovanardi
di Giulia Pandolfi

 
In occasione della Conferenza delle Regioni su droghe e dipendenze, in programma a Torino l’1 e 2 dicembre, nel capoluogo piemontese si è tenuto stamane un incontro su “Le cause, i numeri, i paradossi di una crisi annunciata. Le ragionevoli proposte per uscirne”, nel corso del quale sono stati presentati il Libro Bianco sull’applicazione della legge Fini Giovanardi, a cura di Antigone e Forum Droghe, la ricerca condotta in Toscana su “L’impatto penale e sanzionatorio della legge antidroga”, a cura di Forum Droghe e Fondazione Michelucci, e l’Appello “Le carceri scoppiano: potenziamo le misure alternative, liberiamo i tossicodipendenti”.

L’appello è stato promosso da Forum Droghe, Antigone, Gruppo Abele, Arci, La Società ella Ragione, Ristretti Orizzonti, Comunità San Benedetto al Porto, Coordinamento nazionale dei Garanti Territoriali dei Diritti elle Persone private della libertà personale, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Seac-Coordinamento enti associazioni volontariato penitenziario, Fondazione Basaglia, Cooperativa Cat.
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Roma, 3 dicembre 2009 - Verso un anno di diritti e di pace
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Diritti umani e diritti dei popoli

Roma 3 dicembre 2009 dalle ore 18.00

Nuovo Cinema Aquila Via l'Aquila 68, 00176 Roma (Pigneto)

Ingresso gratuito

 

Con il patrocinio del Comune di Roma - Municipio VI una serata dedicata ai diritti umani in collaborazione con le associazioni Antigone, Progetto Diritti, ASIA Onlus, Europa Levante.

 

Visioni per un confronto su carceri, diritti violati, migrazioni, giustizia internazionale

 

Programma

 

18.00   presentazione con interventi di:

Fabio Meloni – Direttore Nuovo Cinema Aquila

Arturo Salerni -Presidente Ass. Europa Levante

Mario Angelelli - Presidente Progetto Diritti

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Torino, 30 novembre 2009 - LA LEGGE SULLE DROGHE E LE CARCERI CHE SCOPPIANO
Le cause, i numeri, i paradossi di una crisi annunciata. Le ragionevoli proposte per uscirne.

LUNEDI’ 30 NOVEMBRE ORE 11.00
c/o Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Via Botero 11/f Torino

Le carceri scoppiano. Oltre un terzo delle persone detenute lo sono ai sensi della legge 49/2006 sulle droghe, la Fini Giovanardi. E sono in crescita denunce, segnalazioni alle Prefetture, processi e condanne: una immensa macchina repressiva messa in moto per la gran parte per colpire consumatori o piccoli spacciatori. Un costo, uno spreco, un danno, una sofferenza, per i singoli e per la società, che non ha alcuna contropartita in termini di dissuasione, contenimento e governo del fenomeno.
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