| Indice del V rapporto sulle condizioni di detenzione |
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INDICE DEL V RAPPORTO SULLE CONDIZIONI DI DETENZIONE (edizioni l’Harmattan Italia, 2008)
L’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell’Associazione Antigone si articola in undici saggi che trattano le seguenti tematiche: 1) Introduzione (Claudio Sarzotti e Giuseppe Mosconi): analisi critica dei i criteri di fondo dei provvedimenti penali in corso di esecuzione, ispirati, secondo gli autori, da ideologie populiste, conseguenti al clima di “frenesia securitaria” che caratterizza sempre più la nostra società. 2) Criminalità e detenzione (Giovanni Jocteau): numeri della popolazione detenuta, che si stanno ricollocando ai livelli della situazione pre-indulto, senza che tale innalzamento sia giustificato da un equiparabile incremento dei tassi di criminalità. Analizza le caratteristiche anagrafiche e socio-giuridiche degli “ospiti” delle nostre prigioni, da cui emerge la prepotente sovrarappresentazione delle classi sociali più deboli. La maggior parte della popolazione detenuta è, infatti, costituita da individui di giovane età, colpevoli di reati a scarso potenziale offensivo (reati contro il patrimonio o violazione della legge sugli stupefacenti), sempre più stranieri. Sono inoltre, parallelamente, analizzate le statistiche sull’andamento della criminalità. 3) Minori “dentro”. Gli istituti penali minorili tra ruolo residuale e nuove funzioni (Franco Prina): presenta la situazione delle carceri minorili che dovrebbero ispirarsi al principio di residualità del ricorso al carcere come indicato dal legislatore nel 1988, in occasione della riforma del Codice di Procedura Penale Minorile. 4) Un esempio di “buona prassi” per i minori e i giovani adulti in percorso penale: la comunità “La Collina” di Serdiana (Cagliari) (Paola Bonatelli): descrive una comunità in Sardegna, esemplare caso di impegno nei confronti dei minori e dei giovani adulti. 5) La recidiva degli indultati (Giovanni Torrente): analizza il fenomeno della la recidiva degli indultati 6) La medicina penitenziaria e la riforma della tutela della salute in carcere: il D.P.C.M. 1 aprile 2008 (Sandro Libianchi): tratta il delicato passaggio di competenze della medicina penitenziaria dal Ministero della Giustizia a quello della Sanità. 7) Gli Ospedali psichiatrici giudiziari tra speranze e proposte di riforma (Cristina Bianco e Dario Stefano Dell’Aquila): vengono evidenziate le condizioni drammatiche nelle quali vivono gli internati ( strutture sporche e sovraffollate, casi di detenzione ingiustificata, eccessivo uso di letti di contenzione,ecc.). 8) Gli istituti penitenziari italiani: tra disagi strutturali e carenze trattamentali (Daniela Ronco): sono spiegate la tendenza alla eccessiva personalizzazione degli interventi trattamentali, il problematico rapporto con le agenzie di intervento sociale sul territorio, la carenza di risorse investite rispetto ai bisogni sempre crescenti di formazione professionale e di lavoro intramurario, la fatiscenza delle strutture e la loro inadeguatezza a contenere un numero sempre maggiore di detenuti. 9) Donne e bambini in carcere (Gennaro Santoro): gli esigui numeri che la detenzione femminile coinvolge (il 4,5% dell’intera popolazione carceraria), la loro dispersione in tante piccole sezioni femminili ospitate all’interno di carceri maschili (62) e in pochi istituti esclusivamente femminili (solo 7) comportano una disattenzione generale verso la detenzione femminile e le sue specificità. 10) Due anni di eventi critici nelle galere e nei commissariati: (Igiea Lanza di Scalea e Patrizio Gonnella): l’articolo 4 della Convenzione ONU contro la tortura impone a ogni Stato di adoperarsi affinché la tortura sia considerata un reato nel proprio diritto interno e affinché si prevedano per essa pene adeguate alla sua gravità. In Italia, a tutt’oggi, uno sguardo quotidiano sui luoghi di detenzione rileva gravi episodi di abusi e violenze. Antigone continua nei suoi Rapporti a raccogliere e a raccontare i fatti che trovate in questo capitolo. 11) Il controllo del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Mauro Palma): nel nostro continente rimane scioccante la distanza tra i principi formalmente accettati e le situazioni di fatto che si registrano. |
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