I Casi

Overbooking

pubblicato su Terra il 13 agosto 2009, (Linkontro 14 agosto 2009)
di Fiorentina Barbieri

Il gruppo del Difensore civico di Antigone si è dato dei turni per esserci anche ad agosto: la posta aumentava, soliti problemi ma esasperati: «Mio padre è detenuto in custodia cautelare, il carcere sa che ha un enfisema polmonare grave e rischia crisi respiratorie, per il sovraffollamento lo hanno messo in cella con due detenuti che fumano, come posso non farlo morire in carcere?». Il valore aggiunto - si fa per dire - sembra essere il sovraffollamento, che aggrava ogni cosa.
Per le proporzioni la questione è uscita dal circuito della stampa di settore per giungere ai media a più vasta diffusione. Con meno enfasi che per i voli in overbooking (le prenotazioni superano i posti disponibili) si denunzia che per la prima volta dal 1946 i detenuti sono 63.661, contro i 43.262 posti, in teoria, disponibili di fatto 37.742.

Una lettera da un carcere del Nord ci descrive l’inasprimento dei rapporti tra italiani e stranieri: «Prima c’erano antipatie antirazziali, ora odio, quando saremo di più, sarà guerra» osserva Alberto e lì, tanto per dire, 2 rotoli di carta igienica devono bastare per 3 mesi: è l’altra faccia del sovraffollamento. A Rebibbia N.C., a Roma, per ora solo in un reparto, nella sala di socialità ci sono materassi a terra. Pensi che i detenuti siano infuriati e ne chiedi a qualcuno: i più illuminati o forse i più rassegnati ti rispondono che l’alternativa rischia di essere il trasferimento in un carcere assai peggiore.
Eppure la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, su ricorso di un bosniaco detenuto proprio a Rebibbia in uno spazio al di sotto della superficie minima consentita, ha appena condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante, in violazione dell’art. 3 della Convenzione. Ma la Corte ancora non ha ricevuto istanze da carceri sarde (8 detenuti in piccole celle con tazza alla turca), o da Poggioreale, 8 in spazi minimi per 21 ore con i topi - loro - in libertà, o da Brescia, dove sono a rischio i posti in piedi.
Ad Antigone stanno arrivando molte richieste di assistenza per nuovi ricorsi, che sosterremo. Rimane il nostro convincimento, confermato da studi recenti, che ampliare la detenzione non incida sulla recidiva. Mentre i suicidi aumentano, 89 in 6 mesi, e gli agenti, sotto organico, sono in agitazione, si ripete la stanca proposta della realizzazione, con tempi lontani, di nuovi istituti, per l’immediato di nuovi padiglioni, “immobili a basso impatto ambientale ed energetico” dentro le cinta murarie, al posto di aree verdi, palestre, campi di calcetto.