I Casi
Lontano da casa
di Fiorentina Barbieri e Flavia Fornari*
(Articolo pubblicato su Terra il 9 luglio 2009)
Ma la pena deve essere afflittiva? Oltre alla privazione della libertà è forse necessario, in qualche modo utile, aggiungere restrizioni che aggravino le condizioni di vivibilità di una persona in carcere? Così sembra, in alcune situazioni nelle quali il senso di impotenza che assale un detenuto dipende per molto dal suo isolamento e dalla lontananza dai familiari: guardiamo ancora alle regole penitenziarie che riguardano l’assegnazione della sede carceraria (artt. 42 dell’ordinamento penitenziario e 30 del regolamento di esecuzione), che dovrebbe essere in istituti situati “nell’ambito della regione di residenza” del detenuto o almeno “in località prossima”. Tra poco sarà il compleanno di Pino, ragazzo di Gela (Caltanissetta), attualmente ristretto - è il termine tecnico - presso la Casa di Reclusione di Augusta (Siracusa).
Attualmente. Perché anni fa Pinuccio da un carcere siciliano era stato trasferito a Padova, dove aveva avviato anche un percorso di studio. La famiglia non aveva voluto lasciarlo solo: Pinuccio era un ragazzo da seguire, che poteva perdersi del tutto se si fosse sentito isolato, così lontano dai suoi, dai colloqui settimanali, dalla loro affettuosa e vigile attenzione. Certo, era stato durissimo e pesante prendere la decisione di abbandonare la propria vita e staccarsi dal proprio mondo, ma a loro era sembrato di non avere altra scelta, anche perché avevano riflettuto sulla necessità di un percorso di riscatto da una terra tanto adorata quanto difficile; così, avevano venduto tutto ciò che possedevano e avevano lasciato la Sicilia per stabilirsi a Padova e restare vicini al figlio.
Dopo qualche tempo, tuttavia, accadde che Pino finì per incorrere in un provvedimento disciplinare che fece scattare l’ordine di trasferimento in altra sede. In un carcere vicino, nella stessa regione, in una limitrofa? No, il ragazzo fu risbattuto in Sicilia, ad Augusta. Non potevano essere certamente ignote le condizioni della famiglia, il fatto che essi risiedevano ormai da tempo a Padova, dove avevano strutturato in modo difficilmente reversibile i vari aspetti organizzativi della propria vita. E dove il padre viene curato, perchè nel frattempo gli è stato riscontrato un mieloma multiplo. Ma tutto questo non ha evidentemente influito su una decisione che viene a sconvolgere inutilmente le vite di molte persone.
E’ per questo che la famiglia, la madre in particolare, implorano ora che si riveda quel provvedimento: che Pinuccio possa essere riportato vicino ai suoi affetti, se non è possibile a Padova, almeno in un istituto del Nord, anche in considerazione del difficile percorso familiare da loro faticosamente avviato per allontanarsi dalla Sicilia. Proprio là dove Pinuccio è stato rimandato.