Il Punto
Neri Marcorè presenta il libro "Il carcere spiegato ai ragazzi"
Violentato in carcare Intervista a Patrizio Gonnella TG3
Diciotto anni, violentato per giorni da tre detenuti. Il direttore del carcere: “i responsabili sono stati trasferiti. troppi i detenuti”.
Ida
Dominijanni di Radio 3 Rai intervista Stefano Anastasia, fondatore e difensore civico di Antigone
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Celle sovraffollate e violenze diffuse sembrano, a leggere le notizie di questi giorni, la regola nelle carceri italiane. Ma al governo non viene in mente di meglio che costruire nuove prigioni.
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5 per mille
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L’Associazione Antigone è lieta di informare tutti coloro che lo desiderano che anche quest’anno è possibile sostenere tutte le realtà simili alla nostra Leggi tutto..
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Mai dire Mai
Sabato 7 marzo 2009. Siamo a Reggello, nelle colline intorno a Firenze, per ritirare un premio ad un Concorso Letterario Nazionale di Poesia. Ma il premio non è per noi, è di Carmelo Musumeci ...continua
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Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 12, presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica (Palazzo Madama, Corso Rinascimento) è indetta una conferenza stampa nella quale verranno esposti i motivi giuridici, politici e sociali di contrarietà alla privatizzazione degli Istituti penitenziari consentita dall'art. 43 del Decreto Monti sulle liberalizzazioni e attualmente in discussione al Senato.
Verranno altresì illustrati i meccanismi di funzionamento delle carceri private nei Paesi in cui sono presenti, nonché le riserve al riguardo delle Nazioni Unite.
Illustrerà le ragioni del NO Patrizio Gonnella (Antigone).
Interverranno: Stefano Anastasia (Università di Perugia), Salvatore Chiaramonte (Cgil-Fp), Franco Corleone (Coordinamento nazionale garanti territoriali dei diritti dei detenuti), Riccardo De Facci (Cnca), Fabio Gui (Forum salute in carcere).
Saranno presenti senatori di vari gruppi parlamentari. Hanno sin d'ora assicurato la loro presenza i Senatori Pancho Pardi (Idv) e Vincenzo Maria Vita (Pd).
Per l’ingresso è necessario l’accredito
I giornalisti possono farlo personalmente inviando un fax allo 0667062947
Per gli uomini sono richiesti giacca e cravatta
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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06462
Atto n. 4-06462
Pubblicato il 21 dicembre 2011
Seduta n. 649
FERRANTE - Al Ministro della giustizia. -
Premesso che a quanto risulta all'interrogante:
nel Paese esistono due tipi di ergastolo: quello normale, che lascia almeno uno spiraglio di speranza per ottenere una eventuale misura alternativa al carcere o beneficio penitenziario; quello ostativo che è una pena senza fine che, in base all'art. 4-bis dell'ordinamento penitenziario di cui alla legge n. 354 del 1975, nega ogni misura alternativa al carcere e ogni beneficio penitenziario a chi è stato condannato per reati quali, ad esempio, l'associazione a delinquere o per l'esecuzione o la partecipazione a vario titolo a un omicidio;
per meglio comprendere la questione bisogna tenere presente che con il decreto-legge n. 306 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 356 del 1992 si è introdotto nel sistema di esecuzione delle pene detentive una sorta di doppio binario, nel senso che, per taluni delitti ritenuti di particolare allarme sociale, il legislatore ha previsto un regime speciale, che si risolve nell'escludere dal trattamento extramurario i condannati, a meno che questi collaborino con la giustizia: per questo motivo molti ergastolani non possono godere di alcun beneficio penitenziario - quali permessi premio, semilibertà, liberazione condizionale;
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Liberalizziamo le carceri? Affascinante l'ossimoro proposto dal decreto Monti. Ma non si tratta di aprire porte e finestre e di consentire, a chi vuole, di uscirne e, magari, a qualcuno di entrarci di propria sponte. No, più prosaicamente il Governo si limita a (ri)aprire ai privati la realizzazione e quindi la gestione degli istituti penitenziari. Già previsto nella finanziaria per il 2001 del Governo Amato, il project financing è una ricorrente tentazione di un ceto politico di governo che non vuole o non può decriminalizzare e non ha i mezzi per far fronte al sovraffollamento penitenziario da esso stesso stimolato, subìto o assecondato.
L'articolo 43 del decreto Monti prevede che «al fine di ... fronteggiare ... l'eccessivo affollamento delle carceri», si ricorra «in via prioritaria alle procedure in materia di finanza di progetto». A un decreto interministeriale sono demandate «condizioni, modalità e limiti di attuazione». Intanto si prevede che l'onere dell'investimento per la costruzione delle nuove carceri sia a carico di privati, con un coinvolgimento di fondazioni bancarie in misura non inferiore al 20%, che la loro gestione e dei servizi connessi sia affidata per non più di 20 anni a chi realizzi il progetto, e che gli sia garantita il corrispettivo necessario a coprire i costi dell'investimento e dei servizi.
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 Oggi il senato riprende la discussione sul decreto Severino sulle carceri. Un provvedimento, va detto subito, giudicato parziale e poco ambizioso, che però negli ultimi giorni si è attirato critiche tanto feroci quanto disinformate da parte del Fatto quotidiano e del suo vicedirettore. In un editoriale di sabato scorso sul suo giornale, Marco Travaglio denunciava un «indulto più o meno mascherato» e invitava ad aprire una discussione sul carcere. Benissimo. Però partiamo dai fatti. E innanzitutto rimettiamo un po' a posto le parole, sulla base dei loro significati.
Il provvedimento proposto dal ministro della giustizia che estende a 18 mesi la possibilità di espiare l'ultima parte della pena nel proprio domicilio o in altre idonee strutture ricettive, ha tre caratteristiche precise:
1) non è uno sconto di pena ma è un'esecuzione penale anche se avviene in luogo diverso dal carcere;
2) non si applica a tutti perché ne sono esclusi coloro che rispondono di un reato di particolare gravità (uno di quelli elencati nell'ampio articolo 4bis dell'ordinamento penitenziario) o che sono sottoposti al regime di particolare sorveglianza;
3) è una misura disposta caso per caso dal magistrato che acquisisce una relazione del carcere sulla condotta tenuta dall'interessato durante la sua detenzione.
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venerdì 27 gennaio 2012 - ore 17
Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso
Via Milano
Campobasso
Presentazione del libro
LE PRIGIONI MALATE
Ottavo rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia
a cura dell'Associazione Antigone Edizioni dell'Asino 2011
Introduce:
Alessio Scandurra (Antigone)
Intervengono:
Italo Di Sabato (Osservatorio sulla repressione)
Giuditta Lembo (Consigliera di Parità - Regione Molise)
Maria Giuseppina Fusco (Associazione Salviamo la Costituzione - CB)
Coordina:
Gian Mario Fazzini ( Nuvole in Rete.it )
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Populismi di destra e populismi di sinistra hanno rimesso in piedi il fronte securitario in opposizione al timido decreto legge voluto dal Governo per attenuare la pressione drammatica del sovraffollamento sulle carceri italiane. E’ un fronte composito che vede protagonisti la Lega, una fronda del Pdl guidata dall’ex Guardasigilli Nitto Palma, l’Idv e Marco Travaglio che ieri sul Fatto Quotidiano ha equiparato il provvedimento governativo a un indulto mascherato. Così ha tuonato il senatore Luigi Li Gotti: “L'Italia dei Valori considera inaccettabile che la detenzione domiciliare sino a 18 mesi di pena residua possa essere applicata, in deroga dell'art. 47 dell'ordinamento penitenziario, anche ai recidivi”.
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"Dignità e carcere: salute e recupero sociale, parliamone senza falsità" è il titolo del convegno itinerante che avrà luogo in più appuntamenti su tutto il territorio nazionale e che inizierà proprio dalla Provincia di Verbania il 21 gennaio 2012, a partire dalle 9.15, presso la sede della Scuola di Formazione ed Aggiornamento per il personale di polizia penitenziaria, sita in P.zza Giovanni XXIII a Verbania-Pallanza.
Questo convegno si inserisce nel clima di precarietà ed incertezza che sta investendo le carceri italiane, afflitte da problemi di diverso genere, ma soprattutto dal sovraffollamento, che genera quindi ripercussioni sulla sanità dei detenuti e sui procedimenti giudiziari.
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Anno
2011
Totale delle morti in carcere: 186
Di cui
- per
suicidio: 66
- per cause
da accertare: 23 (in corso indagini giudiziarie)
- per cause
naturali: 96
- per
omicidio: 1
Età media dei detenuti morti: 39,3
Età media dei detenuti suicidi: 37,8
Suicidi:
- italiani:
45
- stranieri:
21
- uomini: 64
- donne: 2
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I NUMERI DEL SISTEMA PENALE ITALIANO
• Numero degli Istituti penitenziari 206;
• detenuti presenti al 30 settembre 2011: 67.428;
• detenuti presenti al 30 settembre 2010: 68.527
• capienza regolamentare al 30 settembre 2011: 45.817;
• detenuti in eccesso al 30 settembre 2011: 21.611;
• detenuti in eccesso al 30 settembre 2010: 23.915;
• donne presenti al 30 settembre 2011: 2.877;
• stranieri presenti al 30 settembre 2011: 24.401;
• detenuti in attesa di primo giudizio al 30 settembre 2011: 14.639;
• totale detenuti imputati al 30 settembre 2011: 28.564;
• detenuti con condanna definitiva al 30 settembre 2011: 37.213;
• internati al 30 settembre 2011: 1.572; ....Leggi tutto
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Giovedì 5 gennaio 2012 a Catania, presso la sede della Camera del lavoro metropolitana, in Via Crociferi 40, alle ore 11.00 verrà presentato "Le prigioni malate, VIII rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia".
Saranno illustrati dati sulle condizioni di detenzione in Sicilia.
Saranno presenti Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone e Alessio Scandurra, curatore del volume.
Interverranno: Gaetano Agliozzo, della Funzione pubblica CGIL, Massimiliano Bellini, Avvocato del foro di Caltanissetta, Giusi Milazzo della Camera del lavoro metropolitano di Catania e Vito Pirrone, Presidente della sezione di Catania dell'Associazione Nazionale Forense.
L'avvocato Pirrone presenterà inoltre un aggiornamento sul caso di Carmelo Castro, il ragazzo morto a 19 anni nel carcere di Piazza Lanza in circostanze ancora da chiarire e sui ricorsi davanti alla Magistratura di sorveglianza per le condizioni di sovraffollamento delle carceri.
L'avvocato Bellini racconterà la vicenda dell'ennesimo caso di suicidio avvenuto lo scorso 27 dicembre nel carcere "Malaspina" di Caltanissetta.
Catania, 3 gennaio 2012
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“Il ragazzo morto nel carcere di Trani - dichiara Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone - pare avesse gravi problemi di salute. Pare anche che la sua situazione fosse stata spiegata alle autorità penitenziarie. Pare anche che non sia stato creduto e che il ragazzo sia stato punito perché avrebbe simulato la sua malattia. Delle due l’una: se è vero che simulava allora non è vero che è morto per malattia. Ma se invece è morto per malattia si individuino le responsabilità di chi non gli ha creduto. Il sovraffollamento non può essere una causa di giustificazione sempre valida anche quando muore una persona.”
Roma, 1 gennaio 2012
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